Dent Blanche

Siamo arrivati al rifugio della Dent Blanche nel pomeriggio di giovedì dopo una salita piuttosto disagevole sotto la pioggia ed un bel temporale. Ma forse sono state proprio le brutte previsioni del giovedì che hanno scatenato le rinunce degli alpinisti. Così, con nostra grande sorpresa e, ammetto, felicità ci siamo ritrovati soli: il rifugio era tutto per noi come pure la Dent Blanche. Rinji, il simpatico ed efficente aiutante nepalese di Ingrid, la gentilissima gestrice del rifugio, ci ha preparato un'ottima cena. Insieme al dolce abbiamo potuto gustarci le cime tinte di rosso che iniziavano a sbucare dalle nubi in lento dissolvimento.

Solitamente la sveglia è fissata alle 4 con partenza alle 5, ma per quel mattino il capocordata ha deciso di partire un'ora più tardi pensando sia all'eventuale verglas che aveva potuto formarsi sulle rocce a causa della pioggia del giovedì e sia per il fatto che eravamo completamente soli e non ci sarebbe quindi stato alcun rischio nei tratti in cui la roccia non è buona. La giornata si preannunciava bellissima e abbastanza fredda, il vento soffiava da nord. Abbiamo messo i ramponi a quota 3620 m, ossia appena terminata la cresta rocciosa alle spalle del rifugio. La neve portava benissimo (solo qualche piccolo tratto ghiacciato). A 3900 li abbiamo tolti (e lasciati lì) ed abbiamo iniziato ad arrampicare sulla cresta. Abbiamo trovato un po' di verglas sulle rocce grigio/verdi iniziali. Al Gran Gendarme siamo passati a SX e andati verso un canale di sfasciumi fino alla forcella a DX di un pinnacolo secondario Da qui per arrivare alla sella a monte del Gran Gendarme si trovano tre fittoni utlizzabili per le doppie in discesa (fare attenzione perchè il 2° o 3° fittone - partendo dalla cima - è stato piegato e si muove). Le altre 2 torri le abbiamo passate rispettivamente a DX e a SX. Si arriva così ad una fascia di roccia bianca (che dal rifugio sembra neve) e ad una sorta di "sentiero" che porta fino alla vetta e quindi alla bellissima croce che abbiamo raggiunto doppo circa 5 ore e 1/4. Poco prima della cima abbiamo trovato due piccole chiazze di neve che abbiamo superato senza alcun problema senza ramponi. La discesa presenta delle difficoltà nella zona di sgrebani e sfasciumi. L'ultima parte di neve ci ha tanto rallentato perchè si sprofondava quasi fino al ginocchio. A scendere ci abbiamo messo 4 ore.

I nostri compagni sono stati il vento (non abbiamo mai tolto la giacca a vento) e la solitudine. Nel complesso la salita è veramente molto bella e mai banale. Bisogna però essere abituati agli sfasciumi, alla cengine con pietrisco, sabbia e infidi sassetti. Se non ricordo male abbiamo fatto un paio di tirelli in salita ed un paio in discesa, per il resto siamo andati via di conserva.

Lodovica Litro