Lauteraarhorn

Il 25 giugno 2006 dopo alcuni anni dedicati all'arrampicata e di inattività sui 4000 ho salito il Lauteraarhorn con Omar Marzoli percorrendo la via normale dall'Aarbiwak.
Condizioni del canale perfette fino a q. 3700, successivamente parecchia neve non ancora trasformata e/o non ancora slavinata, obbliga a scendere non oltre la metà mattina. Noi siamo arrivati alle 9 in vetta ed alle 11 eravamo al bivacco. Cresta tutta pulita.

Aggiungo una nota personale alla relazione di "I quattromila delle Alpi" di Mario Vannuccini Editore NORDPRESS, che grada di 2° la cresta finale:

Il primo (e unico) piccolo gendarme della cresta, posto poche decine di metri dopo il colle, va sceso in doppia (3 metri, ancoraggio difficile da realizzare) o in arrampicata (3°+, ma apparentemente ben più difficile) o aggirato sulla sinistra (salendo) traversando direttamente dal colle, dapprima su cengia e poi salendo un canale nevoso fino al colletto oltre il risalto. In salita e con cengia innevata, essa è preferibile, in discesa è meglio salire il facile passaggio di 3°+.

La precisazione va fatta in quanto tale salto ci ha messo in difficoltà: mi attendevo una via di 2° e vedendo il salto ben più difficile, ho pensato di cercare una soluzione diversa, perdendo un pò di tempo per ricostruire la situazione che ho descritto.
L'Aarbiwak è, come sempre i rifugi e bivacchi svizzeri, perfetto. E' un rifugio, anche se piccolo, e non un bivacco, coperte asciutte e calde, sacchi lenzuolo, fornelli per bombole camping gas (tipo medio) bombole ricambio disponibili, luce elettrica, acqua a 20 m.

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