Cresta integrale del Brouillard al M. Bianco

Relazione della Guida Alpina Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (http://www.altox.it/)

Nota
Per fare la salita della P. Baretti e del M. Brouillard a settembre (v. la rubrica “Quesiti dei soci” in Forum) c'è un’altra possibilità molto più elegante ma molto più impegnativa che richiede 2/3 giornate (per farla in due bisogna essere veramente rapidi). Si tratta cioè di salire per intero la cresta del Brouillard dai prati della Val Veny alla cima del Monte Bianco: l'Integrale del Brouillard, 7 km per 3200 m di dislivello passando per le cime della P. Baretti 4013 il M. Brouillard 4069, il Picco Luigi Amedeo m. 4460, il Monte Bianco di Courmayeur m. 4748 il Monte Bianco 4810. La salita non ha particolari pericoli oggettivi anche con scarso innevamento, anzi è più semplice, io personalmente l'ho fatta una volta alla fine di agosto.

Relazione
Si parte dall'ultimo posteggio della Val Veny, seguendo il sentiero che va verso il Miage, arrivati sotto le pendici sud dell’ultimo contrafforte della cresta, si risale per ripidi pendii dapprima erbosi e poi rocciosi fino a portarsi sul filo di cresta che si segue fino alle Aig. Rouges du Brouillard. La traversata di esse appare complicata, invece ma mano che si avanza si trova sempre il passaggio facile per cenge. Difficoltà medie di 2°; attraversate le Aig. si arriva al colle Brouillard 3288 dove si trascorre il primo bivacco. Il secondo giorno sempre per cresta si scalano in successione la Baretti e il Brouillard giungendo al Colle Emilio Rey 4030 m, difficoltà di 2 - 3 ° con roccia non sempre solida tra le due cime e il colle. Dal colle si segue quella che è la salita classica della cresta di Brouillard, subito sopra il colle e per 300 m. troviamo le maggiori difficoltà con passaggi fino al 4+, ma su roccia molto bella e con il calore del primo pomeriggio. Superato il pilastrone principale, la cresta si abbatte un pochino e sale con ripidi pendii di neve verso il Picco Luigi Amedeo m. 4460, dove nei pressi della cima o anche più in basso si installa il secondo bivacco (vista la quota potrebbe anche fare molto freddo) .Il terzo giorno sempre seguendo il filo di cresta ora roccioso ora nevoso si sale verso la cima del M. Bianco di Courmayeur, un colletto molto angusto obbliga a fare una corda doppia, poi un ripido sperone roccioso che si supera con qualche passaggio di 2° fino ad arrivare dove la cresta diventa completamente nevosa e non particolarmente affilata, quindi al M. Bianco di Courmayeur. Da dove rimanendo poco sotto il filo di cresta sul versante ovest si raggiunge la vetta del Bianco 4810.

La salita in sé non presenta grosse difficoltà tecniche, ma richiede una buona dose di esperienza. La lunghezza, il dislivello, l'ambiente, la necessità di fare due bivacchi e quindi trasportarsi tutto l'occorrente, la distanza, l'isolamento....... una scalata per alpinisti completi esperti e allenati.

La guida che descrive meglio la zona è quella del CAI - TCI di Gino Buscaini, Monte Bianco Volume 1 ed. 1994