Grand Combin (dalla Cap. Amianthe o dalla Cab. de Valsorey)

Relazione della Guida Alpina Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (www.altox.it)

Il Grand Combin (volendo mettere i puntini sulle i) non ha versanti italiani, diciamo che ha un accesso a piedi sul versante italiano attraverso la Capanna Amianthe m.2979 raggiungibile dalla località "Glacier" 1549 m, posta al termine della carrozzabile che percorre il vallone di Ollomont, laterale alla Valpelline.

Dalla capanna si raggiunge prima il col Amianthe 3338 m, poi per ghiacciaio, anche crepacciato in stagione avanzata, si raggiunge il col de Sonadon 3504 m; calcolare dalla capanna due buone ore anche se il dislivello non lo direbbe. Da qui parte la cresta Sud, essenzialmente rocciosa fino ben oltre i 4100 m poi nevosa, che punta direttamente sulla vetta principale, il Grand Combin de Grafeneire 4314 m. . Non presenta grosse difficoltà tecniche, ma ci sono comunque passaggi di III° grado e la parte alta nevosa esposta a sud, se per caso fosse un po' ghiacciata, va presa con cautela: in pratica è una via di alta montagna di un certo impegno che va affrontata con la preparazione del caso (da 3 a 5 ore a seconda delle condizioni e delle proprie capacità tecniche). Poi, una volta arrivati in vetta, se si vuole ritornare a Glacier dove si è lasciata l'auto, non è ancora finita, perché ci sono due possibilità: ripercorrere la strada fatta in salita (non banale) oppure scendere al colletto tra il Grafeneire e il Grand Combin de Valsorey, quindi facilmente guadagnera la vetta del Valsorey m. 4184, cresta nevosa semplice, poi scendere direttamente sul versante sud seguendo l'itineraio della Spalla Isler, dapprima ripido con qualche passaggio di roccia (I° grado) poi, a seconda delle condizioni, può presentarsi come un pendio di neve o un ghiaione sui 45° per circa 500 metri. Il pendio ha esposizione in pieno sud ed è quello visibile anche da Aosta. Nel caso si presenti nevoso e lo si opti come via di discesa, farsi i conti sugli orari perché, ripeto, è esposto in pieno sud. Al termine dello spallone Isler si incontra il bivacco B.Musso su di bel ripiano a m. 3364, da cui per ghiacciaio, anche crepacciato in stagione avanzata, si raggiunge il col de Sonadon già toccato in salita. L'itineraio descritto è sicuramente il più isolato e selvaggio (e quindi potrebbe essere anche il più bello); considerare con buona probabilità di non trovare tracce e quindi di doverselo guadagnare.

La Cabane de Valsorey è raggiungibile da Bourg San Pierre in Svizzera appena oltre il Tunnel del Grand San Bernardo. Dal paese prendere una piccola strada asfaltata che in un paio di chilometri ci porta all'imbocco del vallone di Valsorey 1800m. circa, da cui si raggiunge la Cabane a m. 3030 in 4 buone ore per sentiero.

Dalla Cabane de Valsorey ci sono varie possibilita:

"Spalla Isler" (già citata sopra): dal rifugio salire brevemente in direzione del col du Metin poi per pendii nevosi di 40° - 45° gradi (che possono anche essere ghiacciati) oppure in parte detritici guadagnare il ripiano dove sorge il bivacco Musso m. 3364 quindi risalire i restanti 500 metri per pendii nevosi o detritici (45° gradi) fino poco sotto la vetta del Grand Combin de Valsorey dove si incontra un ultimo muro più roccioso, facile, con passaggi di I° grado e quindi sulla vetta del Valsorey m. 4184 da cui per cresta nevosa molto semplice alla vetta principale del Grand Combin de Grafeneire (4 - 5 ore per alpinisti preparati).

"Arete Ouest du Metin": dal rifugio salire in direzione del col du Metin poi per pendii nevosi gradualmente sempre più ripidi fin sui 40° - 45° gradi, che possono anche essere ghiacciati, oppure in parte detritici. Nella parte alta non puntare più al colle ma tenersi gradualmente a destra (senso di marcia) per risalire lungo una vaga costola (se non innevata ci sono anche tracce di sentiero sul pietrisco) puntando a prendere la cresta in un punto già più alto (non molto) rispetto al col du Metin. Percorrere poi la cresta, dapprima abbastanza evidente e semplice (si cammina appoggiando qualche volta le mani). Si entra poi in una zona mediana dove la cresta diventa una specie di versante aperto molto ripido e con roccia a grossi blocchi ammassati dall'aspetto poco sicuro; in questa parte la ricerca dell' itinerario è già un po' più complicata, se si azzeccano sempre i passaggi giusti si trovano anche alcuni spit ogni tanto; come difficoltà tecnica diciamo alcuni (pochi) passaggi di III°, poi superato questa prima parte le difficoltà diminuiscono ancora e diventa più semplice l'orientamento, in pratica si chiama Cresta du Metin ma diciamo che l' itinerario non tocca che in brevi punti il filo di cresta. Solitamente ci si appoggia sul versante destro (senso di marcia ) Sud fino in vetta al Grand Combin de Valsorey (4 - 5 ore per alpinisti preparati). In sostanza è una bella via di salita relativamente sicura, da percorrere in condizioni di secco, ma sconsigliabile in condizioni di eccessivo innevamento sulla roccia e a parer mio sempre sconsigliabile in discesa.

Via Normale” svizzera : dal rifugio guadagnare il col du Metin m. 3611 per pendii nevosi gradualmente sempre più ripidi fin sui 40° - 45° gradi, che possono anche essere ghiacciati, oppure in parte detritici, che nella parte alta si trasformano in vago canale. Dal colle scendere sul ghiacciaio in direzione nord, transitare alla base della parete NO del Combin de Valsorey oltrepassandola tutta fino a raggiungere una ampia zona pianeggiante chiamata Plateau de Maison Blanche dove si incontrano le tracce che salgono dalla Cabane de Panossière. In realtà non serve abbassarsi fino a questo a pianoro, ma si potrebbe, una volta oltrepassata la parete NO sopra citata, continuare a traversare innalzandosi: ma se non si ha ben chiaro come muoversi si rischia di sbagliare e perdere molto più tempo. Dal Plateau de Maison Blanche troviamo a sinistra il famoso Corridor, la via normale più facile, un semplice pendio nevoso a 30° fattibile anche con gli sci ai piedi, ma ora praticamente abbandonata per i forti pericoli oggettivi derivanti dalla caduta dei seracchi posti a monte (consigliabile solo in discesa con gli sci, se in condizioni perfette). A destra la parete NO del Combin de Valsorey già vista sopra, in mezzo ci sta quella che è la via normale, dapprima un pendio nevoso fino ai 40° che muore sotto un muro di seracchi abbastanza bonari alti una cinquantina di metri (molto variabile) dove con percorso più o meno complicato si supera la fascia, oltre il quale si raggiunge il bacino superiore da cui facilmente le vette Valsorey e Grafeneire (5 -6 ore). Via consigliabile anche in discesa.

 

Nel caso si voglia fare anche il Grand Combin de Tsessette le cose si allungano un po'. Dalla vetta Grafeneire traversare per cresta oltrepassando l’Aiguille de Croissant per scendere il ripido pendio chiamato Mur de La Cote quasi sempre ghiacciato (45°/ 50° per 150 metri) quindi mettere piede sui dolci pendii che costituiscono la parte alta del Grand Combin de Tsessette e molto semplicemente raggiungere la gobba più alta che ne rappresenta la vetta (1,5 ore per alpinisti preparati). In discesa ritornare sui propri passi fino al Mur de La Cote, da qui due possibilità: risalire il Mur quindi scendere per la via normale sopra descritta, oppure infilarsi nel Corridor e scenderlo a palla sperando che qualche pezzo di crollo di seracco non ci coinvolga. Diciamo che a livello di consiglio è da fare solo in primavera con gli sci ai piedi dove la discesa della zona a rischio la si supera in una manciata di minuti, mentre a piedi bene o male ci vorrebbero almeno 25 - 30 min.

 

C’è ancora un'altra possibilità: fare la più bella traversata completa delle tre vette senza ritornare sui propri passi, ma è un po' più complicata logisticamente e tecnicamente. Si parte da Bourg San Maurice e si arriva a Fionnay nella valle di Verbier e poi bisogna portarsi appreso almeno 90 metri di corda in quanto bisogna fare 4 o 5 doppie di 40 metri, la descriverò eventualmente in un'altra occasione.