Cresta del Leone al Cervino

Relazione della Guida Alpina Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (www.altox.it)

La salita del Cervino prevede la partenza da Cervinia con funivia fino a Plan Maison 2500m. e poi lungo un sentiero-stradina si va verso il rifugio Duca degli Abruzzi 2800 m. circa 2 ore (a meno che non siano finiti i lavori di ristrutturazione del rifugio per cui c'è di nuovo il servizio privato in Jeep da Cervinia al Rifugio).
Da qui si sale alla Capanna Carrel 3800 m. dapprima per sentiero più o meno ripido che attraversa qualche fascia roccciosa, fino ad un traverso sotto la Testa del Leone che conduce al Colle del Leone e questo non è tecnicamente difficile ma su terreno franoso e molto ripido, tutto sommato delicato e abbastanza pericoloso. Poi dal colle inizia la cresta del Leone (via normale Italiana ) e da qui si comincia ad arrampicare; ci sono un paio di corde fisse e si giunge alla capanna in 4 buone ore.

Il giorno dopo si prosegue lungo la cresta del Leone, ma nella pratica la salita si svolge sempre sul versante Italia ben sotto il filo di cresta, che si tocca solo poco prima del Pic Tindal 4200 m; poi, attraversato quest'ultimo, si attacca la Testa della Gran Becca, il tratto più ripido e a tratti verticale della salita, da cui si raggiunge la cima.
Le difficoltà, considerando le condizioni della montagna perfette, quindi con pochissima neve e niente ghiaccio, nella prima parte, dalla Capanna alla Gran Corda (quella che immette sul filo cresta sotto il Pic Tindal ) sono principalmente date dalla difficoltà nella scelta dell'itinerario, che sembra evidente ma in realtà non lo è più di tanto e di notte per non sbagliarsi ci vuole molta intuizione e capacità nel seguire le tracce (roccia consumata o grattata dai ramponi); se si sbaglia, oltre a mettersi in pericolo perchè si va a finire sotto la verticale di eventuali altre cordate e qualche pietra cade, alla fine si perde molto molto tempo, ma questo se si va con una guida è un problema già risolto. Nella parte alta la difficoltà sta nel arrampicare, massimo III ° grado, o issarsi lungo le corde fisse anche verticali e la famosa scala Jordan con il fiato corto, perchè siamo già in alto tra i 4200 e i 4500 m. . Calcolare per la salita in ottime condizioni tra 3.30 e 5.30 ore a seconda della capacità.

La discesa si fa lungo la via di salita e una cordata all'altezza delle difficoltà scende veloce (non più del tempo di salita), una cordata così così ci mette il doppio del tempo di salita, una cordata scarsa anche di più (e qui la guida fa di nuovo la differenza). Oppure si può fare la traversata scendendo lungo la cresta dell'Hörnli completando al meglio la scalata della Gran Becca, più lungo ma un poco più facile e senza corde doppie (se non ci si sbaglia, se le condizioni sono ottime e la cordata ne è all'altezza). Si rientra in giornata con le funivie solo se si è veloci e senza errori o esistazioni.

Dire cosa fare per arrivare allenati è difficile, in quanto dipende da persona a persona; in linea di massima, per alpinisti che praticano regolarmente, non è male fare qualche mezza giornata in palestra di roccia (su difficoltà anche più alte 4° e 5°) poi una scalata tipo spigolo Murari alla Bessanese e magari un paio di 4000 facili per acclimatarsi.