Cresta dell'Innominata al M. Bianco

La via dell'Innominata si fa normalmente partendo dal Bivacco Eccles, raggiungibile in una lunga giornata (almeno 8 ore) dal parcheggio Freney in Val Veny, oppure più comodamente in due giorni pernottando al Rif. Monzino.

Un po' meno normale ma molto interessante è raggiungere il bivacco in modo diverso, facendo cioè la cresta Innominata integrale: dal Monzino salire al Colle Innominata 3205 m per il suo versante sud-ovest, un canale dapprima nevoso poi roccioso, quindi per cresta raggiungere la Punta Innominata 3730 m; in buone condizioni è tutta roccia mai troppo difficile, le principali difficoltà sono sopra il colle, volendo si può anche prendere la cresta ben più a monte del colle evitando qualche difficoltà. Dalla cima Innominata scendere sul colle Freney (discesa impegnativa) da cui al bivacco Eccles e/o Lampugnani.

Dal bivacco si aggira sul versante sud il Picco Eccles fino a raggiungerne il versante est da dove, tramite un canale nevoso e/o roccioso, se ne raggiunge la punta; breve discesa sul colle Eccles da dove la cresta diventa evidente (in certe condizioni, dal bivacco è possibile con traversata a sinistra raggiungere il canale ovest che scende dal colle Eccles e per esso arrivare direttamente al colle, senza passare per il Picco, ma è meno normale). Prima si superano le difficoltà rocciose con un paio di passaggi di 4° grado, poi inizia la parte nevosa, più affilata (quella delle foto per intenderci), che con tanta neve diviene un po’ più delicata ma decisamente spettacolare, fino a che muore in direzione di imponenti salti rocciosi. Quindi si traversa verso sinistra ascendendo per pendii ripidi fino entrare nel canalone evidente, (si vede praticamente già dalla Val Veny) posto a sinistra della cresta (direzione di marcia), si percorre per pochissimo il fondo del canalone e appena possibile si tira a sinistra, uscendone sulle contro pendenze e puntando alla base di una fascia rocciosa. Questo tratto, quando troppo secco o troppo caldo, oppure ci sono altre cordate davanti, potrebbe diventare pericoloso per la caduta delle pietre. Raggiunta la fascia rocciosa la si percorre alla sua base salendo verso sinistra fino a riprendere il filo di cresta (ovviamente non è più la cresta che percorrevamo prima, ma una parallela, la famosa”Z” dell'Innominata).

Si supera di nuovo qualche saltino roccioso, poi si prosegue sempre più o meno sul filo, che salendo diventa sempre più simile a pendio che a cresta, però non ci sono mai difficoltà, arrivando ad incrociare la cresta del Bruillard, quindi per essa si prosegue in direzione Monte Bianco di Courmayeur. Quasi subito si incontra un salto roccioso che appare difficile, ma che invece si sale facilmente, quindi la cresta ridiventa nevosa e la si percorre fino in cima al Bianco di Courmayeur; rimanendo sempre sul versante ovest si discende leggermente (questa sezione è sovente ghiacciata), poi qualche breve roccetta poco difficile in traverso, fino ai piedi della calotta del Monte Bianco, quindi facilmente in vetta. Se si è bene in forma si arriva in vetta tra le 13 e le 14 partendo un ora prima dell’alba. Calcolare in buone condizioni dal bivacco: 6 ore per una super-cordata ben allenata e acclimatata; 8 ore per una cordata normale già ben preparata. Metterci 10 - 12 ore diventa normalissimo se si esita in qualche passaggio o se si sente un po’ troppo l’altitudine.

Pier Mattiel