Una vita tra le montagne

 

   Goretta Traverso Una vita tra le montagne Alpine Studio

Autore: Goretta Taverso


Editore: Alpine Studio (Lecco)

Collana: Oltre confine

Nuova edizione, riveduta e ampliata: Ottobre 2012
Formato: cm 16x24 – pagine 270 – Rilegato – Illustrazioni: foto a colori e B/N

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Si tratta di una riedizione del libro pubblicato nel 1996 da DeAgostini. Questa nuova edizione ha il pregio di essere stata rivisitata ed ampliata dall’autrice, Goretta Traverso, che ha voluto fare un ulteriore tributo al marito, Renato Casarotto (morto nel 1986, precipitando in un crepaccio, ai piedi del K2), aggiungendo tutte le più significative scalate dolomitiche del fuoriclasse veneto. Tra i più forti alpinisti al mondo, dotato di una propria etica ferrea, Casarotto ha praticato un alpinismo estremo, impegnandosi in solitarie e in durissime invernali che hanno segnato la storia dell’alpinismo. Un alpinismo il suo, che richiedeva, oltre ad una grande forza fisica, una straordinaria forza interiore, che nel suo caso derivava anche dal bellissimo rapporto che ebbe con la moglie Goretta. Il libro è narrato a due voci. In pratica le stesse vicende sono viste da due differenti prospettive, quella di Renato – tratta dai suoi diari – e quella di Goretta, che lo attendeva supportandolo ai campi base. Questa stesura permette di confrontare i punti di vista e, soprattutto, le differenti visioni e sensazioni circa gli accadimenti. Il lettore noterà come le parti scritte da Renato siano in sintonia con la tipica letteratura di alpinismo, dove si alternano emozioni con tecnicismi, mentre la parte, più cospicua del libro, quella scritta da Goretta risulta completamente diversa. Nello scritto di Goretta emerge tutta la sensibilità femminile, che si traduce in una sorta di romanzo di vita. Il suo sguardo si posa sui particolari, sulle cose che generalmente nelle tipiche narrazioni alpinistiche, drogate dal testosterone o condite dalla retorica, sfuggono o meglio, vengono soffocate dalla concentrazione sull’obiettivo. In questo libro, il punto di vista femminile emerge con decisione e diviene il valore aggiunto, anzi, direi fondante la bellezza del libro. I dettagli, quelli che generalmente passano in secondo piano, o sfuggono del tutto, qui diventano spesso il punto di partenza su cui fondare riflessioni che Goretta Traverso mette nero su bianco, regalandoci aforismi degni della grande filosofia. D’altro canto, le scalate di Renato Casarotto, spesso portate al limite dell’umano, hanno fornito non poco materiale su cui fare riflessioni esistenziali. Come fu nel caso della scalata in solitaria al McKinley, durante la quale Renato ebbe delle esperienze trascendentali, che cambiarono persino il suo carattere. Casarotto uscì da quell’esperienza con profondi pensieri filosofici, riguardanti il senso della vita e addirittura, il significato dei simboli e la ristrettezza del linguaggio … “roba” da Carl Jung, mi permetto di dire. Ci sono poi le inquietanti premonizioni, avute da entrambi i protagonisti del libro, del destino a cui andò incontro Renato in quel tragico 1986, che obbligatoriamente coincide anche con il finale del libro. Va detto, che Goretta è stata bravissima nel descrivere le ultime ore di Casarotto, perché anche se la sua fine è nota, ella è riuscita a trasmettere una tensione degna di un thriller, nonché di infondere al lettore tutta la commozione di quei drammatici attimi. Il libro non è solo dramma, anzi, è condito da moltissimi divertenti aneddoti, come quello del “cucchiaio” all’Hotel Davis in Pakistan, cui lascio il lettore voler scoprire. Insomma, un libro da leggere, che, vista la revisione, suggerisco anche ai possessori della prima edizione. Unico neo, qualche errore di battitura di troppo.

 

Raffaele Morandini

(Febbraio 2014)