Achille Ratti - Il prete alpinista che diventò Papa

 

   Copertina libro - Achille Ratti. Il prete che diventò Papa

Autore: Domenico Flavio Ronzoni


Editore: Bellavite Editore in Missaglia (Lecco)

Collana: Monografie, romanzi e saggi

Prima edizione italiana: Giugno 2009
Formato: cm 17x25 – pagine 264 – Rilegato – Illustrazioni: foto in bianco e nero

 

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Giovanni Paolo II è passato alla storia come il “Papa alpinista”. In realtà, nonostante Karol Wojtila fosse un grande appassionato di montagna che si permise le famose “scappatelle” alpine fuori dai rigidi protocolli vaticani, il vero “Papa alpinista” fu senza dubbio Pio XI. Il curriculum di Achille Ratti non lascia dubbi su chi dei due pontefici fu il vero alpinista. Con un’attività che si svolse tra il 1885 e il 1913, l’allora don Achille lasciò un segno indelebile nella storia dell’alpinismo. Furono diverse le sue imprese degne di nota, ma su tutte ne restano memorabili due: la prima ascensione italiana alla Punta Dufour (m 4634) raggiunta dall’himalayana parete Est del Monte Rosa, e nel 1890 l’apertura di una nuova via - percorsa in discesa - sul versante italiano del Monte Bianco, che diverrà la Via Normale italiana, poi chiamata “Ratti-Grasselli” o “Via del Papa”. Il libro di Ronzoni non è la biografia di Achille Ratti, anche se per dovere di cronaca l’autore ripercorre le tappe salienti della vita di questo straordinario personaggio. Ronzoni si concentra nella vita alpinistica di Achille Ratti, tracciandone un documentato itinerario, dal quale emerge l’incredibile figura del futuro Papa Pio XI. Il libro, pur avendo un carattere storico, lascia trasparire la personalità di ferro di Achille Ratti, che fu uomo zelante, tenace e determinato, non solo nell’alpinismo. Non meraviglia dunque che egli abbia raggiunto i massimi livelli, sia nell’alpinismo che nella gerarchia ecclesiastica, arrivando al soglio di Pietro. Meticoloso nella progettazione a tavolino di ogni sua scalata, don Achille Ratti non lasciò mai nulla al caso e non fu mai un improvvisato, come lui stesso ricordava nelle pagine dei suoi Scritti alpinistici  .… l’alpinismo vero non è già cosa da scavezzacolli, ma al contrario tutto è solo questione di prudenza e di un poco di coraggio, di forza e di costanza, di sentimento della natura e delle sue più riposte bellezze, talora tremende, allora appunto più sublimi e più feconde per lo spirito che le contempla”. Gli Scritti alpinistici di Achille Ratti sono veramente interessanti e offrono una lettura godibile, mettendo in risalto anche le doti letterarie del futuro Papa. Furono editi nel 1923 in occasione del 50° della Sezione del CAI Milano, di cui Achille Ratti fu socio e consigliere, e ripubblicati in appendice proprio nel libro di Ronzoni, insieme all’Elenco delle salite ed escursioni e alla Lettera Apostolica su San Bernardo da Mentone, che Pio XI dichiarò patrono degli alpinisti. Leggendo le vicende alpine di don Achille ci si appassiona e non si fatica ad immedesimarsi nelle sue avventure, perché quello del prete brianzolo è stato un alpinismo classico, nonostante si sia svolto in un’epoca di grandi mutamenti. Tra le pagine si finisce “catturati” da figure come quella di padre Luigi Grasselli – la cui personalità risulta poco approfondita nel libro -  che fu l’inseparabile compagno di cordata di don Achille, e delle sue due leggendarie guide alpine di Courmayeur, Giuseppe Gadin e Alessio Proment.

Copertina libro - Grignone. Lultima cima del Papa alpinistaLa maggior parte delle scalate di don Achille si svolse nelle Alpi Occidentali, ma essendo nato a Desio, in Brianza, il futuro Papa rimase sempre affezionato alle montagne di casa, le Prealpi Lombarde. E’ proprio su di esse, per la precisione sulla Grigna Settentrionale “Grignone”, che volle effettuare la sua ultima salita prima di partire definitivamente per Roma. A quest’ultima ascensione, Ronzoni dedicherà un piccolo libretto nel 2013, dal titolo: Grignone l’ultima cima del papa alpinista. Certamente la personalità vivace di Papa Pio XI non si può approfondire solo con questo libro, che, ripeto, è improntato sulla parentesi alpinistica della sua vita. Come Papa, Achille Ratti ebbe un notevole peso “politico”, basti ricordare i Patti Lateranensi, a proposito dei quali, il 13 febbraio 1929, durante un discorso rivolto agli studenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, pronunciò queste parole: ”..E qualche volta siamo stati tentati di pensare, come lo diciamo con lieta confidenza a voi, si buoni figliuoli, che forse a risolvere la questione ci voleva proprio un Papa alpinista, un alpinista immune da vertigini ed abituato ad affrontare le ascensioni più ardue”. In un periodi storicamente inquieto e “difficile” egli svolse un pontificato accorto, che ancora oggi è tema di dibattito. Di conseguenza a chi volesse approfondire la figura di Pio XI, consiglio di integrare la lettura con la documentata biografia di Yves Chiron (Edizioni San Paolo, 2006), mentre per le vicende politiche suggerisco questi due libri: Quando il Papa cercò di fermare Hitler di Peter Eisner (Feltrinelli 2013) e Il patto col diavolo di David Kertzer (Rizzoli, 2014).

 

Raffaele Morandini

(Ottobre 2014)