Sul Cervino senza gambe né braccia

Jamie Andrew, scozzese di 47 anni, manager in un’azienda di sicurezza sul lavoro, sposato, tre figli, nel gennaio del 1999, restò bloccato per cinque giorni su una cengia della parete nord delle Droites, causa bufera e fortissima nevicata. Il suo compagno, Jamie Fisher, non resse ad un bivacco a meno 30°, mentre lui fu salvato in extremis e portato in ospedale a Chemonix : il suo corpo era a 33° e i quattro arti completamente congelati fu necessario amputarli. Ma Jamie non si perse d’animo: pochi mesi dopo riusciva già a guidare l’auto, nel 2002 saliva al Mont Maudit, e nel 2004 era in vetta al Kilimangiaro. Il 4 agosto di quest’anno ha raggiunto, con due guide, il Cervino che già l’aveva respinto nel 2014. Seguendo la cresta dell’Hornli, Jamie ha impiegato sei ore a salire e mezz’ora in più a scendere. Si è servito di due bastoncini telescopici d’acciaio fissati ai monconi degli avambracci, metodo che già aveva sperimentato sul Monte Bianco, quando mancò la cima per duecento metri a causa del maltempo, e due protesi sulle gambe simili a quelle in fibre di carbonio adottate dal famoso atleta sudafricano Oscar Pistorius, campione paralimpico detentore nella sua categoria di record mondiali sui 100, 200, 400 metri.

 

(L.R. - Fonte: La Stampa 11-08-2016)