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GUIDE & CLIENTI

 
Il binomio guida-cliente è intrinseco all’alpinismo stesso. Anzi, si potrebbe dire che l’alpinismo inizi proprio con una guida e il suo cliente, sempre che si voglia considerare il cacciatore Jacques Balmat una guida a tutti gli effetti, in quanto nel 1766  accompagnò sul Monte Bianco Michel Grabriel Paccard, e nel 1787 Horace-Benedict de Saussure. In ogni caso, dalla fine del ‘700 per almeno un secolo, l’alpinismo fu imprescindibile dalle guide alpine. Successivamente il ruolo della guida si ridimensionò lasciando campo libero agli scalatori indipendenti, inizialmente malvisti, specialmente nell’ambiente anglosassone. Nonostante ciò, il binomio guida-cliente ha continuato ad essere, fino ai giorni nostri, protagonista nella storia della montagna, scrivendo pagine tra le più belle ed emozionanti dell’alpinismo. Dunque, un libro su questo argomento era più che mai opportuno. Paolo Ascenzi e Alessandro Gogna (Socio Onorario del Club 4000) hanno messo nero su bianco, in un libro dalla pregevole legatura (tipica delle edizioni Nuovi Sentieri) una serie di 28 affiatate cordate guida-cliente. Ogni profilo è correlato da immagini storiche, nonché dai relativi ritratti, descritti in modo esaustivo, soprattutto relativamente all’attività in montagna. Di ogni cordata è riportata con dovizia la cronologia delle ascensioni. Tra le pagine scorrono personaggi noti e meno noti, stravaganti e caratteriali. Non mancano aneddoti “gustosi” come quello dei 1275 gradini scolpiti dalla guida Michel Clement Payot per il suo cliente, durante l’ascensione al Gran Paradiso. Oppure la forte abbronzatura di Isabella Straton, malvista dalle zie inglesi, perché ritenuta simile a una pellerossa. O ancora, le memorabili liti tra la leggendaria guida svizzera Christian Klucker e il Anton Eduard Von Rydzewski, che fecero coppia fissa per ben 10 anni nonostante l’incompatibilità di carattere. Nell’elenco dei clienti vi si trovano diversi collezionisti di 4000, come l’oculista austriaco Karl Blodig, l’ingegnere inglese Eustache Thomas, nonché l’instancabile reverendo William Augustus Brevoort  Coolidge. Quest’ultimo sempre in compagnia dell’audace zia Meta Claudia Brevoort e dell’inseparabile cagnetta Tschingel, regalatogli proprio dalla loro guida alpina Christian Almer. La rassegna non manca dei volti più recenti, quali la coppia Bonatti-Gallieni, che proprio assieme vissero la famosa tragedia del Freney. A proposito del cliente milanese Roberto Gallieni, gli autori di questo libro compiono un clamoroso errore, scambiando la guida alpina e Ragno di Lecco Gigi Alippi, con il più famoso Giuseppe “Det” Alippi, sempre lecchese. Questo scambio di persona è ripetuto più volte nel paragrafo dedicato a Gallieni. A pagina 408 di Guide & Clienti, viene riportata un’intera conversazione telefonica tra Gigi Alippi e Gallieni. Questa telefonata era stata pubblicata dallo stesso Gigi Alippi nella sua autobiografia, Il profumo delle mie montagne (ed. Alpine Studio, 2014 – pagina 65), libro peraltro non citato dagli autori nella relativa bibliografia. A parte questa “defaillance” e qualche errore di battitura, il mio giudizio sul libro resta positivo. Lo consiglio perché ha il pregio di radunare in un unico volume le vicende di grandi uomini, il cui destino li ha portati ad unirsi in cordata. Cordate che, al di là della mera professione, è sfociata spesso in grande amicizia, nonché in grandi imprese.
 

Raffaele Morandini

(ottobre 2018)