motto club

I 3900 delle Alpi

 

L’idea di scrivere una guida dedicata ai 3900 metri delle Alpi è stata di Alberto Paleari, che nell’introduzione si autodefinisce il “colpevole”. Colpevole, probabilmente, della provocazione verso i collezionisti dei 4000, dunque, involontariamente, anche verso noi membri del Club 4000. Ora, senza aprire una disquisizione, ne tanto meno una difesa sul senso del collezionare, recensisco questo libro accettando di buon grado le ragioni, tutto sommato condivisibili, che Paleari enuncia in apertura. Del resto il “colpevole” è noto per essere un anticonformista e anche un po’ ribelle. Chi seguiva la sua bella rubrica sulla rivista ALP Magazine, ricorderà come già dal titolo, Luoghi non tanto comuni , si intuiva lo spirito alternativo di Paleari, che proponeva gite insolite, dove godere di solitudine,  silenzio, e fatica. In un’intervista alla televisione elvetica (RSI), a proposito di questo libro, ha dichiarato: “… non mi piacciono le cose scontate e neanche le montagne scontate”. Ad affiancare Paleari nella realizzazione di questo volume sono stati il giornalista Erminio Ferrari, e il fotografo svizzero Marco Volken, anch’essi appartenenti alla categoria degli anticonformisti. Dunque il team ideale per un libro fuori dal coro.  I tre autori, evitando una classificazione numerica dei 3900 presenti sull’Arco alpino, ne hanno scelti 49 per descriverne gli itinerari di salita. Evitare il numero di 50 era a questo punto doveroso nei confronti dei 3900, un gioco matematico al ribasso. Questo libro è innanzitutto una guida, suddivisa per gruppi montuosi, in cui, attraverso accurate schede tecniche, si possono trovare tutte le informazioni per compiere le ascensioni alle cime. Ogni vetta è introdotta da piacevolissimi racconti, che oltre a descrivere il luogo in cui la montagna è posta, narrano le vicende relative alle salite effettuate dagli autori. Questa caratteristica è il valore aggiunto, anzi direi che è il vero pregio di questa pubblicazione. I racconti sono entusiasmanti e talvolta divertenti, ma soprattutto sono sinceri, in quanto non mancano dei fallimenti, come nel caso dei quattro tentativi al Piz Roseg, andati a vuoto. Vette raggiunte e altre “quasi” raggiunte, raccontate con ironia, ma anche con grande sensibilità che si evince da sfumature e dettagli. Il tutto impreziosito dalle splendide fotografie che correlano ogni itinerario. I 3900 delle Alpi è veramente un bel libro, che suggerisco anche a chi su queste cime non vi salirà mai, perché lo si può leggere anche come un libro di narrativa di montagna.

Raffaele Morandini

(Ottobre 2018)