Kurt Diemberger nel Club 4000!

E’ con grande gioia che comunichiamo a tutti i nostri amici che il grande Kurt Diemberger è entrato a far parte del Club 4000, e contemporaneamente aderisce alla Sezione di Torino del CAI.
La presenza tra i membri del Club 4000 di un personaggio così illustre ci onora e ci fa provare un legittimo orgoglio.
Kurt non ha bisogno certo di presentazioni, ma vogliamo comunque ricordare il suo curriculum per ulteriormente esaltare la sua figura:
- è nato a Villach in Corinzia, il 16 marzo 1932,
- ha studiato economia e commercio a Vienna, e per qualche anno ha lavorato come insegnante e poi è diventato guida alpina,
- risiede a Salisburgo saltuariamente, ma abita in prevalenza a Calderino di Monte San Pietro, via Amola,23/1-40050 Bologna - tel e fax: 0039.05167.6.856,
- dalla metà degli anni cinquanta entrò nella rosa dei migliori alpinisti del mondo, soprattutto su misto e ghiaccio, dapprima sulle Alpi, poi sulle cime dell’Himalaya,
- nel 1956 fece, come capocordata, la prima ascensione in direttissima della parete nord del Gran Zebrù superando la famosa “grande meringa”,
- nel 1958 percorse, con Franz Lindner, la cresta integrale di Peutérey, girando un film dell’ascensione che gli valse il suo primo premio al “Film Festival della Montagna e dell’Esplorazione” di Trento, nel 1962,
- dal 1956 al 1958 realizzò la “trilogia delle grandi pareti nord”, vale a dire del cervino, dell’Eiger, del Pilastro Walcher alle Grandes Jorasses, sempre con Wolfi Stefan,
- Kurt è l’unico alpinista vivente ad avere all’attivo due prime ascensioni assolute di cime di 8000 metri: nel 1957, con Herman Buhl, Marcus Schuck e fritzWintersteller, senza portatori e senza respiratori, ha raggiunto il Broad Peak, introducendo lo stile alpino in Himalaya; nel 1960, il Dhaulagiri, sempre senza l’uso di ossigeno,
- nel 1978, dopo una pausa di 18 anni, dedicati a viaggi avventurosi in giro per il mondo, riprese a salire le montagne più alte del nostro pianeta, raggiungendo, in primavera, il Makalu, ed, in autunno, l’Everest, realizzando il primo film in sonoro dalla vetta; nello stesso anno salì anche il Gasherbrun: tre ottomila in quindici mesi!,
- nel 1984, ritorna, dopo 27 anni, sul Broad Peak, con Julie Tullis,
- dal 1982 al 1986, con Julie Tulis, crea il film-team più alto del mondo che opera su diversi 8000,
- dal 1982 al 1999, partecipò a sette spedizioni allo Shaksgam, fra queste: nel 1984, la prima traversata del ghiacciaio Gasherbrum al ghiacciaioK2; nel 1999, settant’anni dopo Ardito desio, insieme a Greg Child, raggiunge il ghiacciaio Kyagar,
- nella caten dell’Hidukush ha legato il suo nome alla prima salita di vari sei e settemila; è stato più volte in Groenlandia, Africa ed America,
- pioniere nell’uso della cinepresa sulle grandi montagne, ha lavorato spesso in condizioni estreme, ed è considerato come “il cineasta degli ottomila” per i numerosi film realizzati in Himalaya che gli hanno valso riconoscimenti internazionali come l’”Hemmy”, il massimo premio americano, e, nel 1989, la “Genziana d’Oro”, a Trento con il film “K2 Sogno e destino”
- è autore inoltre di alcuni famosi libri: “Tra zero e ottomila”, “Gli spiriti dell’aria”, “K2-Il nodo
infinito” che nel 1989 ha vinto il primo premio assoluto “Itas-Letteratura di Montagna”, e “Passi verso l’ignoto”.
Questo è il grande Kurt Diemberger al quale diamo il nostro più caloroso !Benvenuto!” nel Club 4000.

(LR-13.1.2006)