Quesiti dei soci

Bambini e 4000

Una domanda "medica": a che età si possono portare i bambini sopra i 4000 m ?
Provo a specificare meglio: fino a che età può essere sconveniente per il fisico o per la crescita far arrivare un bambino ad una quota superiore ai 4000 m, piuttosto che 4300 m, 4500 m ... (problemi di polmoni che ne possono risentire, mal di montagna...) ?

Grazie
Paolo Brunatto

 

Giro subito questa domanda al nostro "consulente" prof. Giambattista Parigi e contemporaneamente la pubblico qui, casomai qualcun altro volesse rispondere (abbiamo vari medici tra i soci!).

Io (ma non sono medico...) ho portato mio figlio a fare il suo primo 4000 (il Breithorn W) all'età di 12 anni, che personalmente ritengo il limite minimo; naturalmente dipende non solo dalla quota, ma anche dal dislivello e dal grado di allenamento del bambino/ragazzino, che comunque deve essere ben motivato.

Per gite fisicamente più impegnative (quota e dislivello) ritengo che il limite fissato dalla Scuola di sci-alpinismo Sucai (16 anni) sia corretto: in 57 anni di corsi non abbiamo mai avuto problemi.

Un caro saluto e auguri per le tue gite!

Flavio Melindo

I "4000" italiani

Nella sezione del sito dove si riportano i 4000 divisi per nazione ho visto che quelli interamente sul territorio italiano sono 10; mi potreste indicare gentilmente quali sono?
Grazie

Michele

Si sente spesso dire che l'unico 4000 interamente italiano è il Gran Paradiso. In realtà, degli 82 4000 "ufficiali" in Italia ce ne sono dieci, e precisamente:

Gran Paradiso 4061 m
Monte Bianco di Courmayeur 4765
Picco Luigi Amedeo 4470 m
Mont Brouillard 4068 m
Punta Baretti 4006 m
Grand Pilier d'Angle 4243 m
Aiguille Blanche de Peutérey 4114 m
Punta Giordani 4046 m
Piramide Vincent 4215 m
Corno Nero 4322 m

Un saluto cordiale

Flavio Melindo

Dufour

Desidererei avere maggiori informazioni sulle corde fisse al canale nord della Dufour come descritto dal Vs. socio Vareno Boreatti: sono posizionate lungo tutto il canale? La cresta per la cima dalla fine di tale canale che difficoltà riporta rispetto la normale Svizzera? Il canale che condizioni di neve riporta (di solito) in questo periodo (fine luglio)?

Vi ringrazio anticipatamente.

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A questo riguardo la Guida Pier Mattiel, consulente del Club, ci invia la seguente comunicazione:

Sono in ritardissimo per la risposta! Comunque non cambia molto, in quanto non saprei cosa dire sulle corde fisse nel canale Nord. Quello che posso pensare è che siano posizionate in uno dei canali che dalla Punta Dufour, versante nord, scendono sul Monte Rosa Gletscher (via normale alla Nordend) già ben sopra il pianoro a 4000, diciamo quasi al Silber Sattel.

Personalmente non le ho mai viste, ma una volta, durante una traversata, sono sceso dalla Dufour prima lungo la normale svizzera per la cresta, poi per raggiungere la Nordend sono sceso in un canale per circa 200 m. (arrampicando senza fare corde doppie) e sono approdato sul Monte Rosa Gletscher poco distante dalla via normale alla Nordend e a meno di 200 m dal SilberSattel. Il canale era in neve e ghiaccio a 45° - 50° con qualche tratto di misto ma in linea di massima non difficile, bisogna dire che però era presto in stagione, tipo primi di giungo (avevo gli sci).
Se così fosse, a parer mio non avrebbe nessun senso fare la salita alla Dufour da questo itinerario, neanche se fosse attrezzato con le corde fisse; sempre meglio la via normale svizzera per cresta più pratica, veloce e sopratutto sicura. Potrebbe servire invece per combinare Dufour e Nordend nella stessa giornata senza fare il giro lunghissimo, (in realtà esiste anche un altro passaggio praticamente sconosciuto, se non da qualche espertissima guida del Monte Rosa, che dalla via normale italiana alla Dufour permette di traversare al Silbersattel, ma è molto complesso).
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Weissmies

Sono Lucio Bassani di Torino e due anni fa ho incominciato quella che credo stia diventando una vera passione. Nel mio povero curriculum "alpinistico" posso inserire:
1. Breithorn W 4164 m;
2. Gran Paradiso 4061 m;
3. Punta Gnifetti 4554 m;
4. Dome de Neige des Ecrins 4015 m;
5. Castore 4228 m (luglio 2006).

Sto cercando informazioni relative alle salite al Weissmies 4023 m (Via normale) e al Monte Bianco (4807 m dal rifugio Goûter), in programma per le ultime due settimane di luglio.
In particolare vorrei avere aggiornamenti recenti circa le condizioni della crepacciata del Weissmeis (ho visto su internet alcuni passaggi attrezzati con scale metalliche) e la reale difficoltà della ascensione riferita alle mie precedenti (in particolare l'esposizione della cresta finale).
In aggiunta, per poter tranquillizzare una compagna di avventura, richiederei informazioni circa la pericolosità del Grand Couloir.
Grazie infinite per l'attenzione e la disponibilità.
Cordiali saluti
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Caro Lucio,

risponderà ai tuoi quesiti il Consulente Alpinistico del Gruppo Club 4000, la Guida Alpina Pier Mattiel.
Circa le "normali" al Bianco, sul nostro sito, e precisamente nella rubrica "RELAZIONI", troverai tutte le informazioni che ti servono sotto il titolo "Le vie normali al Monte Bianco"
Per quanto riguarda la via del Gouter, ed in particolare proprio a causa del Grand Couloir, come potrai leggere, noi non esitiamo a sconsigliare nel modo più deciso la salita per questa via che consideriamo "il percorso più pericoloso e mortale delle Alpi".
A presto. Cordiali saluti.

Luciano Ratto

Ed ecco la risposta di Pier Mattiel:

Ieri (10 luglio) ho parlato con persone che ci sono state, mi hanno detto che la funivia alta fino a 3000 mt. il week-end scorso girava, in pratica volendo in questo modo lo si potrebbe fare in giornata anche in estate, come si fa in primavera con gli sci (oppure si raggiunge il rifugio in discesa invece che in salita) e che le condizioni erano buone.
Se la funivia non funziona:

Per la via normale al Weissmies :
Si parte da Saas Grund e con la telecabina si sale a 2400 mt; da qui in una ora scarsa si raggiunge il rifugio Weissmieshütte a 2700 m. Il giorno dopo si sale per pietraie fin nei pressi della stazione di monte della Funivia 3098 m, poi si continua nella medesima direzione sempre su pietraie o pendii di neve a seconda dell'innevamento fino a circa 3300 scarsi, poi si piega a destra e con breve discesa si entra sul ghiacciaio, qui molto crepacciato. Lo si attraversa passando sotto la parete-versante NO del Weissmies per passare oltre, dove i pendii si abbattono e in linea di massima si sale dove le pendenze sono inferiori, aggirando anche qualche seracco e si punta a salire sulla dorsale, dopo il traverso per accedere ai pendii che portano sulla dorsale; ci sono sempre delle crepaccie da superare ed è quindi possibile che una di queste sia aperta più del normale e per non creare complicazioni le Guide del posto abbiano messo un scala metallica per facilitare il passaggio, (è successo qualche anno fa anche al Gran Paradiso... ). Poi, raggiunta la dorsale, la si sale in direzione della vetta, dapprima larga e ampia poi diventa una cresta sempre più affilata man mano che si sale, in linea di massima non è mai né troppo esposta né troppo affilata, (in primavera è percorribile in sci da sciatori alpinisti ben preparati) è ovvio che se la si trova in ghiaccio vivo qualsiasi cosa diventa difficile.

Per il Monte Bianco valgono le considerazioni espresse nella relazione delle Vie Normali, le uniche novità sono che la via dei Gran Mulets normale non è più praticabile se non in primavera e anche presto, perché si è aperto un grosso crepo tra il piccolo e il grande plateau, per cui per salire o scendere passando per il rifugio Gran Mulets invece di fare i Plateau si sale lungo il versante est (pendio a 40° gradi molto lungo) del Dom de Gouter andando a raggiungere la via normale del Gouter ben prima della Vallot.
Sulla pericolisità del Gran Coluloir idem, valgono le considerazioni espresse a suo tempo, ogni anno almeno un paio di persone perdono la vita; bisogna considerare però un flusso continuo di persone che salgono e scendono dallo sperone del Gouter, molte migliaia di persone a stagione.
L' altra novità è che ora è stato rifattto il rif. Tete Rousse (mi dispiace ma lo preferivo prima) diventando un grosso e moderno rifugio in grado di ospitare un bel po' di alpinisti.

Salutoni
Pier Mattiel

Strahlhorn e Gran Combin de Tsessette

Vorremmo fare lo Strahlhorn (dalla Britanniahütte) e il Gran Combin de Tsessette (dal Rif. Panossière), periodo marzo aprile, senza sci. Il mio compagno non sa sciare. Quali sono le insidie delle due vie?

E' consigliabile farli con le racchette? Resto in attesa di consigli !

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Risponde il socio e Guida Alpina Pier Mattiel

Per lo Strahlhorn (dalla Britanniahütte) in aprile, meglio se fine, e non dopo recenti nevicate la neve è solitamente ben assestata, ed il percorso sempre frequentato quindi è sicuramente possibile salirlo in racchette, tenendo conto che rispetto agli sci il tempo di salita/discesa praticamente raddoppia e la fatica è spropositatamente più elevata, in quanto ci sono molti falsi piani lunghi. Poi direi che sul ghiacciaio in racchette è indispendabile legarsi in cordata, lo sottolineo perchè quando si è lì insieme ad altri 150 scialpinisti che salgono allegramente rigorosamente senza corda, uno potrebbe anche non pensarci. (Possono servire ramponi per la brevissima cresta di vetta).
Per il Gran Combin de Tsessette (dal Rif. Panossière) le cose sono profondamente diverse, innanzi tutto è molto meno frequentato e molto più lungo, con dapprima un lunghissimo pianoro sul ghiacciaio e poi dal colle in su le pendenze aumentano notevolmente, la via normale inizia lungo l' itinerario del corridor, poi devia a destra e supera un pendio che diventa sempre più ripido fino ai buoni 40°, poi si supera una barriera di seracchi che a seconda della stagione e della annata può essere facile oppure anche complicata (piccozza ramponi e buona tecnica necessaria), infine, sopra, il ghiacciaio si abbatte un pochino diventando nuovamente sciabile anche se abbastanza ripido fino a pochi metri dalla vetta del Gran Combin de Pannossier, che può non essere raggiunta, ma attraversare più basso e portarsi sul Mur de La Cote discenderlo (50° per un breve tratto, sovente ghiacciato anche in primavera) fino a mettere piede sui pianori sommitali del Gran Combin de Tsessette da cui per facili dossi alla vetta. Altra possibilità di salita meno tecnica e più rapida è quella del percorso lungo il Corridor, ma essa comporta l'assunzione di notevoli rischi oggettivi dovuti alla caduta di seracchi dall'alto (a livello di consiglio, il Corridor va bene solo in discesa con gli sci).
In buona sostanza, mentre la salita dello Stralhorn in primavera con le racchette è tutto sommato ragionevole, il Gran Combin è decisamente più impegnativo, più lungo e più isolato, insomma la sua salita richiede una ottima e completa preparazione alpinistica.

Saluti

Pier Mattiel

Monte Bianco: il falso della mappa francese del 1865

Come integrazione dello scritto del colonnello Umberto Pelazza in risposta al quesito di Domenico Innocenti (5 ottobre 2003) se la vetta del M. Bianco sia in Francia o sul confine, ricordiamo che il citato Jean-Joseph Mieulet, capitano dell'esercito francese con l'hobby della geografia e della montagna, ha dato un contributo non di poco conto alla confusione sull'esatta posizione della vetta del monte Bianco. Infatti, nel 1865, dopo due anni di rilevamenti topografici, apparve la sua "Carta del Monte Bianco", pubblicata su ordine dello stato Maggiore di Francia.
" Geopoliticamente parlando, -commenta Claudio Colombo su Il Giornale del 27.12.2005-, non fu un avvenimento secondario: se oggi i nostri cugini d'Oltralpe ritengono di loro proprietà la vetta del Bianco, è proprio per quella centenaria e accuratissima mappa, sulla quale Mieulet, tracciando il confine tra Francia ed Italia, pone questa cima, a quota 4807 m, completamente in territorio francese". Il che è un clamoroso falso, che comunque non ha alcun valore giuridico.
Per inciso, a Mieulet è stata dedicata la vetta di un quattromila minore che è compresa nell' "elenco allargato" UIAA: la Pointe Mieulet , di 4287 m, che si trova a poca distanza del Mont Maudit in direzione nord-ovest
.
(fonte: "Le Grandi Alpi nella cartografia 1482-1885" di Laura e Giorgio Aliprandi, Priuli e Verlucca,2005)

Aiguille de Bionassay

Buon giorno e complimenti per il sito molto interessante!
Sto cercando informazioni relative alla salita all'Aiguille de Bionassay dal rif. Gonella. A parte la relazione sulla guida del CAI, mi interesserebbe avere notizie più recenti circa la salita a questo (pare) poco frequentato 4000. Qualcuno ha affrontato la cresta di recente? Impressioni? Consigli?
Grazie anticipatamente e cordiali saluti!

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Ancora una volta risponde il socio e Guida Alpina Pier Mattiel

Alla domanda è facile rispondere perchè l'ho fatta con un cliente domenica scorsa (14/8, ndr), anzi in verità abbiamo fatto una bellissima traversata di cresta per giungere in vetta al Bianco da un versante insolito.
Primo giorno Cabane de Coscrittes, secondo trav. dell'Aig. de Beranger + tutti i Dôme de Miage fino al rif. Durier, terzo cresta sud della Bionnassay, trav. al Piton des Italiens, cresta delle Bosses, vetta M. Bianco. Le condizioni della Bionnassay erano perfette, sia la cresta sud, con passaggi di roccia fino al 3° grado, che la cresta nord che collega la vetta con il colle Bionassay, dove le difficolta sono prettamente nevose.
Volendo salire la Bionnassay dal Gonella, si sale dapprima al colletto delle Aig. Grises, in comune con la via italiana al Monte Bianco, ora ben tracciata, poi si traversa al colle Bionnassay su neve molto ripido, ora c'è ghiaccio, quindi è più facile salire lungo la traccia del M. Bianco fino alla puntina rocciosa prima del Piton des Italiens, e poi con un 150 m. in discesa su cresta raggiungere il colle, da dove parte la cresta nord, una vera lama di neve, forse una delle creste più affilate delle Alpi; domenica l'abbiamo tracciata a dovere, per cui questa settimana era perfetta.

Saluti

Pier Mattiel

Strahlhorn e Dom di Mischabel

Potrei avere aggiornamenti recenti sullo Strahlhorn e il Dom di Mischabel, che vorrei affrontare il prossimo agosto?

Grazie.

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Per la via normale dello Stralhorn (da Saas Fee) in generale non ci sono mai difficoltà rilevanti, se non l' attraversamento del ghiacciaio e relativi crepacci.
Il Dom invece è decisamente più tecnico e più lungo, nella parte bassa sopra il rifugio il ghiaccio è molto contorto ed il successivo pendio che porta al colle è praticamente tutto in terra e roccette, poi oltre è ben innevato.
Attualmente ambedue le vette sono praticate regolarmente.

Saluti

Pier Mattiel

Roccia Nera

Vi scrivo per chiedervi informazioni sulla Roccia Nera ed il bivacco Rossi-Volante nel gruppo del MonteRosa.

La mia esperienza non è molta: questa primavera ho partecipato ad un corso di alpinismo del CAI, di cui l'ultima gita è stata il Polluce. Oltre a questa esperienza ho fatto la via normale al Castore e la via normale al Breithorn Occidentale (quindi due super classiche facili del Monte Rosa)

Quest'estate vorrei inoltre raggiungere il bivacco Rossi-Volante (e magari la Roccia Nera per la via normale, visto che è data ad 1h circa dal bivacco). Però ho sentito alcune persone e alcuni siti parlare relativamente male del tratto di ghiacciaio tra il Polluce e la Roccia Nera, nel senso che spesso è molto crepacciato. Data la non eccessiva esperienza sarei riluttante ad avventurarmi verso questa destinazione se la parte di ghiacciaio si preannuncia così preoccupante.

Volevo gentilmente chiedervi un parere su questa tratta, ed inoltre, visto che andrei in cordata con alcune persone che non hanno mai arrampicato (anche loro Breithorn e Castore ma niente roccia) , se è possibile raggiungere tranquillamente il bivacco Rossi-Volante dal momento che l'ultima parte del percorso si svolge su roccette.
Entrambi i mebri della cordata hanno raggiunto tranquillamente il rifugio Q. Sella ; le roccette del Rossi-Volante si possono paragonare alla cresta precedente il Q.Sella ?

Grazie infinite per l'attenzione.

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Ci sono due itinerari principali per raggiungere il Rossi-Volante dall' Italia. Il primo da Cervinia, funivia a Plateau Rosà, a piedi lungo le piste da sci estivo fino al Piccolo Cervino, punto culminante degli impianti, quindi attraverso il ghiacciaio dapprima in piano poi in leggera discesa e poi con brevi saliscendi si raggiunge il bivacco, tra l'altro nuovo e molto bello, costruito su un roccione alla base del versante sud della Roccia Nera, non ci sono difficoltà tecniche, se non qualche crepaccio che normalmente si passa facilmente, 1 ora scarsa dal Piccolo Cervino. Il secondo; valle di Champoluc quindi Pian Di Verra, rifugio Mezzalama, rifugio delle Guide Val d' Ayas, base del Polluce, colle della Porta Nera e bivacco, stesse difficoltà del primo, ma molto, molto più lungo. In generale da ambedue i versanti non ci sono difficoltà rilevanti, è necessaria comunque una buona tecnica di ghiacciaio, corda, picozza e ramponi, i crepacci, piccoli o grandi che siano, ci sono, le roccette non costituiscono
difficoltà.
Dal bivacco si raggiunge la vetta della Roccia Nera direttamente lungo il pendio di neve, che nella parte centrale si raddrizza fino ai 45°, che pur non essendo ripidissimo, costituisce seria difficoltà se non in possesso di adeguata preparazione. Il pendio è rivolto in pieno sud e in tarda stagione si forma facilmente del ghiaccio, se così fosse le difficoltà aumentano di molto.

Saluti

Pier Mattiel

Barre des Ecrins

bito vicino ad Ivrea in prov. di Torino.
Mi chiedevo se qualcuno mi può dare alcune indicazioni sulla salita della cresta che dal Dôme de Neige sale alla Barre des Écrins (cresta ovest). Mi piacerebbe andare a farla ma non sono riuscito ancora a trovare relazioni soddisfacenti. Quali sono le difficoltà? E il tempo medio? Io ho salito le creste della Grivola e dell'Herbetet, questa è più difficile?
Grazie e a presto!

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Una descrizione della salita la puoi trovare (in Francese) al sito http://julien.beausseron.free.fr/Montagne/Topos/course_3.htm, dove è quotata PD. L'esposizione è notevole, ma le difficoltà tecniche sono abbastanza limitate, e ricordo di aver fatto molti tratti di conserva. Naturalmente molto dipende dalle condizioni generali della montagna: la sconsiglierei in caso di tempo incerto, è pur sempre un 4000...
E' comunque una gita complessivamente molto lunga, che richiede un buon allenamento. Conviene partire molto presto, cercando di anticipare le molte cordate, altrimenti si rischia di dover rinunciare per le troppe code sui passaggi obbligati, in primis alla terminale sotto la Bréche Lory. Preparati a complicati incroci in discesa.
Per evitare gli incroci io ero sceso al centro della parete N, cosa che sconsiglio vivamente.
Attenzione ai seracchi che incombono per arrivare alla Brèche; dato che devi in ogni caso prenotare al ref. des Ecrins, fatti dire le condizioni generali del pendio, sarebbe spiacevole arrivare fin lì e scoprire che non si sale...

Auguri e buona salita

Flavio Melindo

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Ho visto sul sito Club4000 il tuo quesito e per questo ti allego un file pdf [qui non riportato, NdR] che avevo realizzato quando abbiamo fatto la gita come CAI nel 2002. Spero possa servirti.
Non ho salito la cresta della Grivola e nemmeno quella dell'Herbetet, quindi non posso fare un paragone.
La cresta della Barre è bella e divertente e quando l’abbiamo fatto noi non presentava difficoltà, tieni comunque presente che sei sempre su un 4000 e le condizioni della montagna cambiano velocemente.
Se ti serve qualche altra descrizione o foto di salite forse la puoi trovare sul mio sito.

 

Ciao e buon divertimento

 

Roberto Rovelli

www.mountaindream.it