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Quesiti dei soci

Punta Baretti e M. Brouillard

Vorrei avere se possibile alcune informazioni sulla Punta Baretti ed il Mont Brouillard nel gruppo del Monte Bianco.
Si tratta di due 4000 molto appartati e tralasciati dalla maggioranza degli alpinisti. Proprio per questo è difficile trovare guide o relazioni che descrivano sufficientemente bene la loro ascensione.

In particolare vorrei programmare con i miei amici un week-end al rifugio Quintino Sella (che mi hanno descritto come una pietra miliare dell'alpinismo) per salirli entrambi e vedere da vicino il famoso versante Brouillard del Monte Bianco.

Detto ciò volevo sapere:

E' possibile salirli a settembre? Se no, in quale stagione è più opportuno salirli?
E' possible scalarli entrambi nella medesima giornata?
Ho sentito parlare di un canalone a 50°, può essere ostico in quella stagione?
Sarebbe possibile avere una descrizione, anche molto sintetica, dell'itinerario? Magari fatta da qualcuno che vi è stato recentemente.
Esistono informazioni importanti che mi sfuggono?

Cordiali saluti.

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Caro Davide,

giriamo il tuo quesito (che certamente può interessare anche altri alpinisti) alla Guida Alpina Pier Mattiel, che già altre volte ha fatto da "consulente tecnico" del CLUB 4000, e che saprà certamente fornirti tutti i dettagli tecnici e le informazioni aggiornate che ti servono.

Intanto tento di darti io qualche risposta, d'ordine generale:

- Queste due vette sono di scarso interesse alpinistico e tecnicamente facili; il problema è raggiungere la cresta tra le due cime; l'ambiente è, a mio giudizio, il più selvaggio ed appartato non solo del Bianco ma di tutte le Alpi. Scrive Goedeke: "Il n'est guère possible en Europe de s'éloigner autant de la civilisation": no comment!
La salita di questi due 4000 è un'impresa da non sottovalutare, non tanto sul piano tecnico, ma dell'impegno globale: è questo un test che mette in evidenza chi - per dirla con Rebuffat - è un vero "montagnard" e chi è invece solo un "grimpeur" (anzi, un "rocassier", come scriveva il Maestro Rebuffat).
- È vero: il Q. Sella è davvero una testimonianza dell'alpinismo eroico; lo chiamiamo rifugio ma in realtà è solo un povero bivacco male in arnese.
- Settembre?: ritengo che sia troppo tardi perchè il ghiacciaio del Miage sarà troppo crepacciato e renderà ardua se non impossibile la salita; meglio ora, ammesso che non sia già troppo tardi;
- anche il canale che porta al Colle Emilio Rey nel mese di settembre è probabile che sia in ghiaccio vivo o addirittura un brutto misto di ghiaccio e pietre instabili; tieni inoltre presente che questo canale, volto ad ovest, specie nel pomeriggio quando lo si scende, scarica molto;
- la salita al rifugio (di cui occorre verificare le condizioni presso le guide di Courmayeur) è lunga e faticosa, 1400 m in 6-7 ore, dal Combal; non so se l'itinerario sia oggi segnato, non lo era per nulla quando sono salito io molti anni addietro per fare la via dei Rochers al Bianco;
- l'itinerario originale, e, credo tuttora il più seguito, parte dal Q. Sella e sale lungo il canalone che porta al colle Emilio Rey: circa 600 metri per 5-6 ore;
- io ho raggiunto le due vette in oggetto salendo per il lungo (1200 m di dislivello!), faticoso e pericoloso canalone, sul versante ovest, direttamente dal ghiacciaio del Miage e bivaccando al col du Brouillard, per salire il giorno dopo le due cime e, ahimè!, ridiscendere per lo stesso canalone: un supplizio in salita sotto il sole, con il sacco carico anche del materiale da bivacco, ed una penitenza in discesa; sulla Vallot, vol 1, lo vedi nel croquis n. 29, col numero 309.

E' tutto, almeno per ora. Cordiali saluti.

Luciano Ratto

Una curiosità

Vorrei sapere, se possibile quale è il più giovane alpinista (quando ed a quale età) ad essere stato sulla cima del Bianco.
Grazie per l'informazione.

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Caro Paolo,
André Roch, nel suo libro "Grandi imprese sul Monte Bianco" (Editore Dall'Oglio) ci dà queste informazioni: "...Il 17 agosto 1869 a soli quindici anni Armando de Vermeuil riesce nell'ascensione del Monte Bianco. Il 17 luglio 1873 Horace de Saussure la compie a quattordici anni, e lo stesso anno Aline Loppé a sedici...". Questo libro è del 1982. Certamente, da allora, qualche padre ambizioso ed imprudente avrà trascinato sul Monte Bianco adolescenti di più tenera età di questi ricordati da Roch, il che è da sconsigliare perchè la quota elevata, la rarefazione dell'ossigeno e lo sforzo fisico che richiede questa ascensione non si addicono assolutamente ad organismi non adulti. Giriamo il tuo quesito ai nostri soci: chissà che qualcuno non sia più aggiornato di noi in merito.

Cordiali Saluti.

Luciano Ratto

Quesiti generali

Sono un neofita alpinista (o mi piacerebbe esserlo) e avevo qualche domanda di carattere generale, che potrà forse sembrare stupida ai più esperti, ma tant'è....
1) su vie normali fino al PD (o PD+) basta anche solo una piccozza (classica con manico dritto etc.) o già ne servono due un po' più tecniche? E da quale difficoltà in poi servono le due picche tecniche e/o chiodi da ghiaccio?
2) quando (a livello sia di difficoltà che di pendenza) bisogna passare dalla salita in cordata a quella singola col secondo che fa da sicura per poi salire quando il primo sia arrivato a una 'sosta' (non so come si chiami).
Grazie molte

Giovanni Benedetti

Caro Giovanni,
le tue domande hanno suscitato in me qualche preoccupazione, specialmente se messe in relazione con la tua richiesta di informazioni dello scorso anno (già riportata in questa rubrica). È evidente, infatti, che alla tua passione per la montagna e le alte quote non corrisponde un'adeguata preparazione tecnica, assolutamente indispensabile per non trasformare l'alpinismo in un'attività pericolosa oltre il lecito.
Ti consiglio quindi vivamente di iscriverti a qualche corso di alpinismo; di sicuro ne potrai trovare presso la più vicina Sezione del CAI, dove ti sapranno dare tutte le informazioni del caso (l'elenco delle Sezioni lo trovi sul sito www.cai.it). L'esperienza verrà col tempo, ma è meglio cominciarla sotto la guida di un Istruttore esperto piuttosto che farsela sulla propria pelle (e a rischio della medesima…).
Auguri per il tuo futuro alpinistico

Flavio Melindo

P.S. Per ora accontentati di una piccozza classica…

Collezioni di "piedi"?

Sono un ragazzo che, da grande appassionato di montagna e collezionista di 4000 (per il momento solo 4, ma spero quest'anno di arrivare a 10), si è posto una domanda curiosa. Tutti noi in Europa individuiamo nella fatidica quota di 4000 metri (e oltre) qualcosa che rende speciale una montagna rispetto alle altre. Ora, la mia considerazione è che i popoli anglosassoni non utilizzano i metri per individuare l'altezza di una montagna, bensì i piedi (feet). Se è vero che i grandi alpinisti dell'800 erano quasi tutti anglosassoni (Whimper, Tyndall, Coolidge, etc.), mi chiedo se gli anglosassoni di adesso debbano essere considerati collezionisti di 4000 o abbiano una loro particolare collezione (dei 14.000 feet, per esempio).
E' una curiosità che mi è venuta guardando diversi siti in inglese su Internet.
Qualcuno è in grado di rispondermi?
In attesa di riscontro, ringrazio e porgo cordiali saluti.

Davide Forni

Caro Davide,
la tua "curiosa domanda" è molto interessante, ma a noi del CLUB 4000 non risulta che vi siano collezionisti di montagne misurate in piedi, anche se la cosa non è da escludere perchè, come puoi constatare leggendo la rubrica "Curiosità e varie" del nostro sito, anche nel mondo della montagna esistono le collezioni più strane.
Tra i membri del Club 4000 (vedi l'elenco del "Membri del Club"), per il momento compare un solo alpinista inglese, al quale eventualmente puoi chiedere lumi al riguardo.
Mette conto osservare che il più grande concatenamento di vette di oltre 4000 metri delle Alpi (una delle imprese più straordinarie, ma poco conosciuta dalle origini dell'alpinismo ad oggi), è stata compiuta da due alpinisti di lingua inglese, gli scozzesi Simon Jenkins e Martin Moran, che, nel 1993 hanno salito in meno di due mesi 76 vette delle 82 dell'elenco ufficiale dei 4000.
Tra gli alpinisti inglesi merita poi una citazione particolare Eustace Thomas, che, in soli sei anni, dal 1923 al 1928, ha salito 70 di questi 4000. Notizie più dettagliate su questi alpinisti puoi trovare nella sopra segnalata rubrica "Record e curiosità".

Cordialmente.

Luciano Ratto

Castore, Polluce e Roccia Nera

Vorrei avere qualche informazione riguardo alle vette Castore, Polluce e Roccia Nera, in quanto sto preparando insieme a due amici una escursione di tre giorni e pensavo di arrivare il primo giorno al Rif. Quintino Sella, dopodiché fare Castore SE, discesa verso colle di Verra e salita al Polluce il secondo giorno (e discesa al Rifugio delle Guide di val D'ayas), salita alla Roccia Nera e discesa fino a S.Jacques il terzo giorno.
Mi farebbe piacere avere l'opinione di un esperto su questo itinerario, sapere se sia fattibile in 3 giorni e conoscere le difficolta' che comporta.
Le nostre condizioni fisiche sono medie (corsa e arrampicata + volte a settimana), l'esperienza non e' tantissima (Adamello, Marmolada, Pelmo) ma credo abbastanza. Nessuno di noi ha mai scalato un 4000 prima d'ora.
Per il periodo avevamo pensato il 9-11 luglio.

Grazie per la cortese attenzione

Giovanni Benedetti

Abbiamo girato la domanda alla guida Pier Mattiel, che ancora una volta risponde con la consueta cortesia e disponibilità.

Mi sembra un programma più che fattibile.
1° g. Quintino Sella da Sant Jaques, esiste in stagione un servizio di jeep che porta al colle Bettaforca, come gli impianti che arrivano da Gressoney; informarsi presso il rifugio. (Oppure a piedi, ma diventa decisamente molto più lunga).

2° g. Salita al Castore via Normale, 700 m. facile e frequentata, discesa verso colle di Verra prima parte su cresta ripida ed un po' esposta, fino al colletto; poi se possibile piegare a sx (direzione di marcia) scendere per il pendio ripido e superare la terminale, per immettersi nel pendio centrale. Se la terminale è troppo larga da superare in quel punto (cosa probabile) aggirarla da destra, quindi dal colletto continuare a seguire la cresta ancora per un po', poi scendere ritornando progressivamente a sx (direzione di marcia in discesa) fino ad entrare nel pendio centrale; seguirlo facilmente fino alla base del Polluce che si sale per la via Normale lungo la cresta più o meno rocciosa, un pezzo di corda fissa (catena) nel tratto leggermente più difficile , poi la parte finale facile e nevosa. 300 mt .di dislivello dalla base. Rientro al rif. Guide Val D' Ayas, facile e veloce.

3° g. Salita alla Roccia Nera abbastanza facile e diretta; dal rif. salire fin quasi alla base del Polluce piegare a sx scendere nella conca della Porta Nera risalire fino al Bivacco Rossi Volante e da qui direttamente per il pendio in vetta che nella parte superiore si impenna per un buon tratto a 45 ° , discesa per il medesimo itinerario fino al rif. Guide Val D' Ayas. Continuare a scendere fino al Rif. Mezzalama (neve, e pietre) poi per sentiero morenico divallare fino al Pian Di Verra Superiore, da dove è possibile usufruire di un servizio di Jeep per scendere a S.Jaques, informarsi presso il rifugio. (In alternativa a piedi in parte lungo la strada in parte per sentiero abbastanza lungo e noioso).

Saluti
PierMattiel