Curiosità sui 4000

Denominazioni stravaganti

Mont Blanc Mussolini

 

Nella letteratura francese dell’ epoca fascista (1935) il Monte Bianco di Courmayeur fu denominato "Mont Blanc Mussolini".

(Fonte: Laura e Giorgio Aliprandi, Montagne 360, febbraio 2014)

 

Courmayeur Mont Blanc

 

Il 1° giugno 2014, si è tenuto, su iniziativa del Sindaco di Courmayeur e con l’approvazione del Consiglio Regionale, un referendum tra la popolazione per cambiare il nome di questo paese da Courmayeur a Courmayeur-Mont Blanc, ad imitazione di Chamonix-Mont Blanc. Il referendum è fallito perché non è stato raggiunto il quorum necessario per renderlo valido.

(Fonte: La Stampa, 3 giugno 2014)

 

(L.R.-7.6.2014)

Quesiti sui 4000

1) - Sarebbe possibile pubblicare una sorta di "guida ai 4000 - le vie normali", ma proprio di tutti e 82, ampliando radicalmente la sezione "Relazioni", redatta ed aggiornata a cura dei Soci, ed eventualmente integrata da qualche schizzo o foto particolarmente esplicativa ? C'è abbastanza spazio sul server per ospitare il tutto? Penso che molti Soci sarebbero lieti di fornire il proprio contributo. Sarebbe la prima guida aggiornata "in tempo reale" nella storia dell'alpinismo!

2) - È un lavoro improbo fornire le "statistiche" su quali siano i 4000 saliti dai Soci? Si potrebbe vedere quali sono i più frequentati, e quale i più abbandonati e reietti (forse anche perchè i più rognosi...), così da lasciarli un po' meno soli.

Gian Battista Parigi - CAI Bergamo

 

Cerchiamo di rispondere nel modo più esauriente possibile a questi due interessanti quesiti, facendo però una necessaria premessa: il CLUB 4000 è nato e vive su iniziativa dei classici "quattro gatti", vale a dire di pochi volontari che rubano tempo e danaro ad altre esigenze ed attività personali per gestirlo nel modo più soddisfacente per i suoi membri e per tutti gli alpinisti (soci e non) che a questo Club si rivolgono. Non ha alle spalle il C.A.I. e tanto meno (purtroppo, perché da sempre li stiamo cercando) sponsor. Le sue risorse sono perciò molto limitate, il che non vuol dire che non sia aperto ad accogliere idee, proposte, suggerimenti, ed …offerte di collaborazione da parte dei propri membri o da altri volontari.
Ciò premesso veniamo alle risposte:

1) - sì, sarebbe possibile realizzare l'idea di Parigi: il materiale necessario (relazioni, cartine, foto, ecc.) si può trovare, ma è il tempo che non riusciamo a trovare, almeno per ora;

2) - non abbiamo fatto rigorose statistiche sui 4000 saliti dagli attuali 115 membri del Club, ma, in base alla loro esperienza, Luciano Ratto (Club 4000) e Pier Mattiel (Guida Alpina) hanno stilato alcune classifiche e tabelle riferite non solo all'attività dei membri del Club ma a quelli che ritengono siano i 4000 più o meno saliti in assoluto.

"Anomalie" nell'elenco dei 4000?

Salve,
la presente per sottoporvi quella che ritengo essere anomalie che ho riscontrato confrontando l'elenco ufficiale dei quattromila alpini e due cartine pubblicate sul volume "Guida ai monti d'Italia - Monte Rosa di Gino Buscaini, 1991 - Stampato 2002":

Nel frammento del disegno di Gino Buscaini della regione settentrionale del Massiccio dello Strahlhorn si osservano:
1. - in alto, in prossimità dell'Alphubel (cresta nord), punta di 4188m - all'elenco ufficiale dei quattromila non risultano essere ascritte punte di elevazione 4188m (ve ne sono ascritte ulteriori che penso, per ragioni di scala, non sono state riportate sulla cartina del volume - ma non è questa l'anomalia - oppure può riferirsi alla punta Alphubel NE, 4128m già ascritta, e quindi il tutto risulta solamente un errore di stampa?).
2. - in basso, in prossimità del Rimpfishhorn (cresta est), punta 4009m - anch'essa non risulta ascritta all'elenco ufficiale (mentre è indubbiamente confrontabile la punta 4108m, Grand Gendarme).

Nel frammento del disegno di G. Buscaini della porzione di Massiccio tra Strahlhorn e Cima di Jazzi si osserva:
1. - nel centro, in prossimità dello Strahlhorn (cresta est), punta 4128m - non risulta anch'essa ascritta all'elenco ufficiale.

Ho letto anche i criteri seguiti dal gruppo di esperti che ha stilato l'elenco ufficiale; se tali punti non rientrano nei criteri Topografico-Alpinistico-Morfologico - perchè non rientrano almeno nella lista allungata (quella che prevede altri 46 "quattromila")?

Non posso confrontare le mie notifiche con una carta nazionale svizzera della regione, per le quali - forse a mio malgrado - lascio autonomia ad un'amica di Thun con la quale spesso faccio ascensioni, e pertando non posso nemmeno smentirmi.
Ho ritenuto comunque giusto informarvi, dato che penso gli elaborati di Buscaini molto precisi e veritieri (fama che hanno in tutti gli ambienti alpinistici).

A tale riguardo spero possiate perdonarmi e gentilmente, se possibile, svolgere un'essenziale analisi di ciò che ho illustrato più sopra.

Colgo l'occasione - non vorrei risultare ineducato - per inserire nell'elenco quelli che ritengo essere altri punti / sommità da ritenersi "quattromila" - anche se magari non da includersi nella lista ufficiale.
Lo faccio per il Monte Bianco che conosco - credo e penso - abbastanza bene per legami affettivi familiari (dai quali vengono questi dati) e sportivi, che non sto qui a approfondire.

Mont Maudit, spalla NE - 4346m
Mont Maudit, spalla SO - 4378m
Mont Maudit, spalla NE ("contrafforte") - 4241m
Mont Maudit, spalla SO ("contrafforte") - 4371m
Sommet des Rochers Rouges - 4506m
Petit Rochers Rouges - 4576m
Petit Mulets - 4690m
Dome du Gouter, "anticima" (?) - 4154m
Guglie della cresta superiore di Brouillard (bas - 4553m, mediane - 4600m, haute - 4656, greff - 4683m).

Posso confermare con sicurezza - almeno - per la spalla NE del Mont Maudit dove termina una ascensione dal canale Sud-Est e per le guglie della Cresta Brouillard, dove c'è un'altra "panoramica" traversata. Per gli altri la mia sicurezza sarà confermata o smentita da vostre indagini.

Molto probabilmente le combinazioni dei criteri per la valutazione delle differenze tra le vette rimane comunque varia e la grandiosità e la varietà dei tipi di montagne presenti su questa Terra rimane molto sensibile ad ogni classificazione. Penso dunque che sia probabile che alcune sommità - come è ben indicato tra i criterio utilizzati dall'UIAA per la classificazione - rimangano nominate solamente con i punti cardinali se non, penso molti, addirittura anonimi o come capita per speroni e sommità rocciose - nominate semplicemente in termini dialettali francofoni o germanofoni (almeno per la zona della Valle d'Aosta che conosco) - che si ergono in mezzo ai ghiacciai circostanti. E' quindi facile che se ne possano "avvistare" altri sulle carte che si usano per fare alpinismo o per escursionismo. Un lavoro che le possa classificare tutte sarebbe pertanto sovrumano.

Cordiali saluti.

Marco Bozzi

 

Sulle "anomalie" segnalate da Bozzi abbiamo interpellato Roberto Aruga, che ci ha gentilmente inviato la nota che segue:

Mi ha fatto piacere il messaggio di Marco: significa che c'è qualcuno che legge anche gli scritti che vanno al di là della routine più o meno quotidiana e che, cosa ancor più rara, cerca di ragionarci sopra.
Il mio esame della questione, che espongo quì di seguito, si articola in due punti:
1) analisi specifica dello scritto di Marco;
2) nota in generale sul problema dei '4000'.
1) Analisi specifica

1a) Punta 4188 a nord dell'Alphubel

La guida di Marcel Kurz delle Alpi Vallesane (vol IV) spende quasi mezza pagina sulle sommità dell'Alphubel, dando una descrizione precisa del tutto, mentre la guida di Buscaini se la cava un po' frettolosamente dicendo che "...la cresta sommitale si allunga per almeno 600 metri con diverse elevazioni" (naturalmente non intendo criticare Buscaini; semmai ci sarebbe da osservare quanto un tempo si fosse più precisi sui particolari morfologici).
In estrema sintesi, le sommità dell'Alphubel dovrebbero essere queste: calotta circa 4200 (che però anche Kurz non considera come vetta ma come semplice nodo orografico), dalla quale si stacca, verso ovest, una costola che genera la 4164,7; poi, dalla calotta, verso nord: la 4206 (culmine);la 4187; la 4116 (vetta nord); e la 4128 (vetta nord est); poi si scende sul Mischabeljoch.
Dunque delle 5 vette sopra indicate noi ne censiamo solo 4 per cui potrebbe essere opportuno aggiungere (naturalmente solo nella lista allargata) anche la sommità 4187 (o 4188, a seconda delle edizioni della CNS).

1b) Calotta 4009 sulla cresta ovest (e non est) del Rimpfischhorn

Questa la ricordo bene: si alza di pochissimi metri dal colletto. Nessuno, a mia conoscenza, l' ha mai considerata come vetta. Ammesso che ognuno possa fare quello che vuole, per cui uno potrebbe anche considerare come vette tutte le protuberanze che sporgono di un metro sopra il terreno circostante, bisogna però dire che a un certo punto deve intervenire il buon senso, o meglio, il 'senso comune', cioè il giudizio medio della gente, se no si rischia di fare un lavoro senza significati pratici. Che senso avrebbe infatti elencare qualche centinaio (o migliaio) di presunti '4000'? Dunque, secondo me, non c'è motivo per includere questa piccola gobba nella lista, neppure in quella 'allargata'.

1c) "Punta" 4128 sulla cresta ovest (e non est) dello Strahlhorn

Anche quì dispongo di una buona foto: la 4128 è una pura spalla, che non si alza neppure di un metro dal circostante. Nulla a che fare con il concetto di vetta.

2) Nota in generale sui 4000

Mi sia concesso fare un piccolo appunto (assolutamente amichevole!) a quanto ha scritto Marco. A giudicare dal suo messaggio si direbbe che ogni quota altimetrica scritta su una carta sia da considerare una 'punta'. A me sembra che le cose stiano diversamente: nelle misurazioni classiche (e penso che una buona parte di quelle indicate sulle carte siano ancora di questo tipo, nonostante le recenti novità tecnologiche) si misurava tutto ciò che dal basso (fondovalle o particolari 'belvederi') appariva come particolarità morfologica, che, eventualente, poteva anche essere una vetta vera e propria. In tal modo si misuravano quote anche di roccioni, di spalle, di sommità di pareti (quante volte si vede una apparente e ardita vetta, che poi, vista dall'alto, è una spalla e nulla più), o anche di ometti di pietre e altri segnali, che poi, in molti casi, per completezza di informazione, andavano a finire sulla carta. Mi sembra dunque che il compilare una lista di vette semplicemente copiando le quote delle carte sia un lavoro più da.... scrivano che da alpinista, che non può arrivare a nulla.

E' chiaro dunque che la lista 'allargata' dei 4000 potrebbe essere corretta, allungata, ridotta, però una vera lista richiede un lavoro ben più completo e anche faticoso: si tratta di andare fin lassù a vedere, di esaminare foto, di leggere scritti precedenti e così via e, soprattutto, di dare razionali, documentate e ponderate spiegazioni per ogni nuova vetta che si propone di inserire nella lista, anche in quella allargata

Cordialissimi saluti all'amico Marco.

Roberto Aruga

Una curiosità

Una domanda per il Forum che forse può avere qualche interesse, se non altro per curiosità.
Quali sono i 4000 dai quali si può vedere il maggior numero di altri 4000 allo stesso tempo e quali sono questi 4000 che si possono ammirare?
Quali 4000 si possono ammirare facendo la discesa della Vallée Blanche?
Grazie!

Daniele Valabrega

1° quesito: dopo lunga meditazione e consultazione di carte e memoria, ritengo che il 4000 da cui si può scorgere il maggior numero di altri 4000 sia il Dente del Gigante. Dalla sua vetta bifida si gode il panorama più vasto, straordinario, spettacolare non solo del gruppo del Bianco ma di tutte le Alpi. A mio giudizio non vi sono altri pulpiti così eccezionali. Una panoramica da quella vetta la puoi ammirare, in parte, osservando il fotogramma n° 75 della "Galleria delle immagini" del nostro sito, che fin dall'inizio ho adottato come foto di copertina delle proiezioni che ogni tanto faccio sui 4000 (è quella su cui è stampato il programma della serata).
Perché ritengo che il Dente sia l'osservatorio più completo? Semplice: perché si trova al centro del gruppo del Bianco che "contiene" il maggior numero di 4000, molti dei quali raggruppati peraltro in "serie": Aiguilles du Diable (6 con il Tacul), Rochefort+Ovest Jorasses (8 con il Dente), cresta di Peutérey (4 compresi Blanche, Pilier d'Angle, Bianco di Courmayeur e Bianco), per un totale fin qui di 18, cui si devono aggiungere il Maudit, la Verte e le Droites, per un totale di 21, vale a dire un quarto di tutti i 4000 delle Alpi.

2° quesito: la risposta è la stessa di cui sopra se consideri quanto si può ammirare dall'Helbronner, in partenza. Durante la discesa, che tu definisci "emozionante", il panorama ovviamente si restringe quasi subito, resta costante la vista del Dente e della Verte, e poi nella parte bassa verso Montanvers è davvero emozionante la visione della mitica parete nord delle Jorasses e dell'intera cresta ovest.
Ciò per restare nel campo dei 4000. Ma non si deve dimenticare la vista dei "non 4000" del gruppo della Verte (Dru, Courtes, ecc) e soprattutto delle magnifiche Aiguilles di Chamonix di granito rosso"da urlo", sulle quali devi, prima di invecchiare troppo, andare ad arrampicare se vuoi sapere davvero cosa signica essere veri "montagnard" e non semplici "rocassier", come scriveva il grande Rebuffat.

Luciano Ratto

 

Un altro buonissimo "4000 per vedere 4000" è anche il Cervino... il Dente del Gigante rimane isolato ed è senza dubbio una delle formazioni più affascinanti e dal quale si osserva un panorama mozzafiato come ha indicato Ratto... ma non dimentichiamoci del mitico Cervino!!
Con un calcolo frettoloso, dovrebbe ammontare a oltre 35 vette il numero di quattromila visibili (contando ogni sommità singola).

Marco Bozzi (15-07-03)

A proposito di quote

Si parla spesso dell'altezza delle montagne (v. anche la sezione News di questo sito), ma a cosa è riferita la quota? Che io sappia, il riferimento al "livello del mare" è puramente storico; le cartine al 25000 dell'IGM (almeno quelle di cui io dispongo, per la verità piuttosto vetuste) hanno le quote relative all'ellissoide di "Gauss-Boaga", mentre i dati forniti dal GPS si riferiscono all'ellissoide internazionale WGS84 (http://www.wgs84.com/).

Penso che la differenza sia di pochi centimetri e comunque irrilevante dal punto di vista alpinistico, ma quant'è veramente? Magari salta fuori che il Mont Mallet è un 4000.... :-)) Ho cercato anche nel newsgroup del WGS84, ma probabilmente sono troppo ignorante in materia per trovare la risposta. C'è qualcuno che mi sa rispondere?

Flavio Melindo

Un quattromila "miraggio": il Mont Iseran

Il Mont Iseran, modesta vetta di 3237 metri, che si trova appena al di là del confine italo-francese, era nella letteratura alpina del '700 descritto come un colossale massiccio dal quale nascevano ben tre fiumi: l'Arc, l'Isére e l'Orco. A metà dell'800 l'interesse per questa montagna era notevole, a giudicare dall'attenzione che i topografi dedicavano a quella particolare zona alpina. Molta cura, si potrebbe dire, ma poca precisione, perché nel foglio n 37 della "Gran Carta degli Stati Sardi in terraferma" del 1852, gli specialisti piemontesi lo quotarono a 4045 metri. Ciò causò una incredibile confusione che fu riparata solo una ventina d'anni dopo, a seguito delle rimostranze e delle critiche degli alpinisti inglesi che si trovarono nella paradossale situazione di voler scalare un 4000 che non esisteva! L'errore di misurazione fu originato da un curioso motivo: il Mont Iseran ottocentesco non era posizionato dove pensavano i cartografi; infatti altro non era che il risultato della visione da lontano - un "miraggio" prospettico, diremmo noi - dei due massicci delle Levanne e del Gran Paradiso che, all'osservatore italiano dal versante piemontese sembravano un'unica grande montagna. Curiosità nella curiosità: oggi il Mont Iseran, inequivocabilmente alto 3237 metri, è anche noto come "Signal de l'Iseran", perché è utilizzato come punto di riferimento per le misurazioni topografiche e cartografiche: quando si dice l'ironia della sorte!

(fonte: Claudio Colombo de Il Giornale, 27.12.2005, nella recensione del libro "Le Grandi Alpi nella cartografia 1482-1885", di Laura e Giorgio Aliprandi, Priuli e Verlucca, 2005)

Fletschhorn (3993 m)

Questa montagna svizzera, del Cantone Vallese era quotata 4001 m sulle carte geografiche fino al 1956, poi nuove misurazioni (e probabilmente le conseguenze di una o più frane) l'hanno declassata. Gli abitanti di Saas Grund , nel cui territorio vi sono altri 13 vette di 4000 m, non si sono però rassegnati a che la montagna più vicina al paese e che caratterizza il suo panorama sia alta "soltanto" 3993 m.: "gli alpinisti cercano i 4000", dicono in municipio. Ma più che la paura di perdere turisti, c'è forse l'invidia verso la vicina Saas Fee, nel cui territorio si alzano ben 23 quattromila. Da qui il progetto balzano di alzare la vetta del Fletschhorn di almeno 7 metri, trasportando con gli elicotteri circa 300 tonnellate di materiale. Fortunatamente però, a seguito anche delle proteste del Wwf, del Club Alpino Svizzero, e delle Guide Alpine della zona, il progetto è stato respinto sia dalla Commissione Costruzioni del Cantone Vallese, sia dal Consiglio di Stato della Confederazione.
(fonte : "La Stampa", 7 novembre 1990)

Bietschhorn (3934 m)

Montagna che domina Lotschental, nell'Oberland Bernese: si narra che il capitano Edmund von Luge, topografo svizzero, ospite di un albergo della zona, innamoratosi di Rosa Ebner, figlia dell'albergatore e la più bella ragazza della valle, per ingraziarsi il padre ed ottenere la mano della figlia, al fine di evitare che la Lotschental venisse trascurata da alpinisti e turisti, avesse nascosto all'Ufficio Topografico di Berna che la quota del Bietschhorn, dai 4003 metri delle carte precedenti andava abbassata di ben 69 metri. Altri topografi successivamente avrebbero corretto "l'inspiegabile" errore, finchè, solo nel 1969, la verità venne alla luce, quando venne aperta una busta sigillata su cui Rosa aveva scritto "da aprire cent'anni dopo la mia morte".
(fonte : "La vera quota del Bietschhorn", di Alberto Paleari, CDA, Torino, 1989)

Collezioni di vette inferiori ai 4000 m

Le collezioni di vette superiori ad una certa quota non riguardano solo gli "8000" dell'Himalaya ed i "4000" delle Alpi. A causa della strana e magnetica attrazione esercitata dai numeri, si può dire che in ogni regione montuosa dove l'alpinismo è affermato si è sviluppata da decenni anche la moda di salirne "tutte" le sommità la cui quota comincia con la cifra maggiore possibile. E ciò anche se l'altitudine in sé non sembra rappresentare una conquista tanto straordinaria. Ad esempio, in Scandinavia, c'è chi ha collezionato le centinaia di vette che superano i 2000 metri, dove tale quota, a causa dell'elevata latitudine, offre in verità un terreno simile a quello da noi compreso fra i 3000 ed i 4000 metri.
In Gran Bretagna, dove la quota più alta si limita ai modesti 1343 m del Ben Devis, i collezionisti non si sono certo rassegnati ad una raccolta di miseri "1000": dato che la quota si misura in "piedi", i "3000" abbondano, e salirli tutti è un obiettivo prestigioso.
Sui Pirenei, che vantano una tradizione alpinistica affermatasi contemporaneamente a quella delle Alpi, la collezione dei numerosi "3000" (qui, in metri) è tenuta in grande considerazione. La catalana Magda Sales, di 38 anni, il 16 settembre 2001, ha coronato il suo sogno di salire tutti i 161 tremila della catena pirenaica, divenendo, per quanto è dato di sapere, la prima donna ad essere riuscita nell'impresa, impresa cominciata nel 1984 con la vetta più alta, il Pico de Aneto di 3404 metri; in seguito, Magda ha percorso non solo vie normali, ma spesso itinerari di un certo impegno. Come si può immaginare, e come già avvenuto sulle Alpi, stabilire quali sommità vadano contate come vere cime e quali no non è cosi' semplice, e criteri diversi portano anche a differenti risultati. Magda Sales ha fatto riferimento all'elenco dei "3000" redatto dal "Centre Escursionista de Lleida", di cui fa parte, tra i cui soci la collezione è molto ambita. Tuttavia esiste un altro elenco, elaborato dall'"Equipo de los tresmiles del Perineo" diretto da Jian Buyse -e approvato dall'U.I.A.A.(lo stesso ente internazionale che ha ufficializzato l'elenco degli 82 quattromila delle Alpi)- che conta ben 212 vette oltre la magica quota, distribuite su una distanza di 140 km. In campo maschile tale collezione è già stata completata da tempo da parte di Miquel Capdevila che l'ha realizzata con una straordinaria cavalcata continua per creste in soli 30 giorni, mentre nell'estate del 2000 Hipolito Maeso ce l'ha fatta in soli 34 giorni.
Se però si trascura il "fattore 3000", sono state compiute cavalcate di ben altra entità: ad esempio, la traversata completa della catena pirenaica lungo lo spartiacque da parte di Louis Audobert e Guy Panazzo, nel 1986, durante la quale sono state toccate ben 930 cime!
(fonte : "Rivista della Montagna", n° 252, novembre 2001, rubrica "Nuvolaria" )

Collezioni da fare o da completare

Non mancano le collezioni ancora da fare. La più impegnativa è quella dei 415 "settemila" (ma il numero esatto è contestato) dell'Himalaja e del Karakorum. E perché non pensare anche ad una sfida più accessibile ma nostrana, come, ad esempio, la salita delle 215 vette dell'Appennino che superano la quota di 2.000 metri?
(fonte : "Quota Quattromila", di Stefano Ardito, "Airone", settembre 2000) A questo proposito, ai potenziali collezionisti di vette di 2000 metri segnaliamo il libro di Alberto Osti Guerrazzi intitolato "I 2000 degli Appennini", edito dalle "Edizioni Il Lupo e c." di Pereto (Aquila) nel quale sono censite tutte le cime degli Appennini che superano i 2000 metri, che sono 223. L'autore descrive la salita a 99 di queste cime ritenendo le altre delle anticime o cime secondarie