Record sui 4000

Intenzione di questa rubrica è di riportare le informazioni relative agli exploit alpinistici o qualsivoglia record che viene effettuato sui 4000.
Il Club 4000 non caldeggia certo nessuna gara in alta montagna: è vero che l'alpinismo è un gioco, ma è un gioco terribilmente serio!

Exploit di Giuliana Sala

Giuliana Sala, di Varallo, ha presentato la domanda per entrare a far parte del Club 4000 con 72 salite al proprio attivo, portate a termine con il supporto della guida alpina Massimo Medina. La cosa sorprendente è che tutte le salite sono state fatte dal 3 marzo al 7 settembre del 2009: è certamente un record in soli sei mesi salire 72 quattromila!

Complimenti, Giuliana, e benvenuta nel Club 4000!

(F.M. - 9 dicembre 2009)

Concatenamenti extra-europei

Non solo sulle Alpi ma anche in Himalaya, nel Karakorum, sulle Alpi ed in altri gruppi montuosi si sono registrati notevoli concatenamenti. A titolo d'esempio merita una citazione la recente impresa qui di seguito riportata:

- Santiago Quintero, alpinista ecuadoregno, ha concluso con successo all'inizio del 2009 la spedizione “”Xtreme Andes” considerata dalla stampa locale la “ gemella andina dell'impresa ideata da Bérhault sui 4000 delle Alpi”, salendo in successione le 35 cime di 4000, 5000 e 6000 metri dell'Ecuador in 60 giorni.

Partito il 18 gennaio 2009 dal vulcano Guagua Pichincha, ha salito tutte le cime oltre i 4000 metri delle Ande ecuadoregne terminando con il Chimborazo, vulcano di 6310 metri , totalizzando 40.000 metri di dislivello positivo e 12.000 chilometri di avvicinamento.

Una curiosità: la cima del Chimborazo, che fino al 1800 era considerata da molti la montagna più alta del mondo, pare che sia il punto più lontano dal centro della terra, a causa dello schiacciamento dei poli e del rigonfiamento terrestre della linea dell'equatore su cui sorge questo vulcano.

(fonte: “Montagna TV”, 30.3.2009)

Franz Nicolini e Diego Giovannini, primi nella corsa ai 4000

Il 28.8.2008, con la salita del Pizzo Bernina, Franz Nicolini, membro del Club 4000, e Diego Giovannini hanno portato a termine la loro cavalcata non-stop sugli 82 quattromila delle Alpi che avevano iniziato il 26.6.2008 con la salita della Barre des Ecrins. Nella scheda visibile cliccando qui è riportato il diario giornaliero dell'impresa.

Con un inatteso anticipo di ben 22 giorni è stato così non solo raggiunto l'ambito record 82X82, ma questo è stato abbassato a 82X60.

Come nel precedente tentativo Franz si è proposto di “ effettuare tutti i trasferimenti tra i vari gruppi montuosi avvalendosi solo della bicicletta, degli sci o semplicemente a piedi, avvalendosi del solo “motore umano”, escludendo qualsiasi utilizzo di mezzi a motore, elettrici o di risalita meccanica”, il che ha reso ovviamente questa impresa ancora più ardua.

Franz e Diego, e idealmente anche Mirco Mezzanotte che ha partecipato a questa impresa fino in vista del traguardo quando per un incidente ad un piede è stato costretto al ritiro, hanno così meritato di salire sul posto più alto del podio, dopo aver conquistato questo record.

Record definitivo? Non si può certo dire perché i record, anche i più strabilianti, sono fatti per essere battuti e migliorati, come i recenti giochi olimpici di Pechino hanno ampiamente dimostrato.

Oggi è il momento per applaudire e festeggiare meritatamente Franz e Diego che hanno compiuto una straordinaria impresa alpinistica (che cade proprio nell'anno del 15° anniversario del Club 4000), ma è anche il momento, al termine della loro impresa, di ricordare gli altri partecipanti a questa corsa durata 15 anni:

- lo sloveno Miha Valic, membro anch'esso del Club 4000, che in 102 giorni, tra il 27.12.2006 ed il 7.4.2007, e quindi in periodo invernale, ha da solo e per la prima volta nella storia dei 4000, concatenato tutti gli 82 dell'elenco ufficiale. Valic si era posto l'obiettivo di scalarli tutti in 82 giorni, ma il maltempo gli ha impedito quello che sarebbe stato un exploit ancora più eccezionale.

- il francese Patrick Berhaul, che mentre in compagnia di Philippe Magnin stava tentando la stessa impresa , in occasione del primo decennale dell'elenco UIIAA, spostandosi a piedi tra i vari gruppi alpinistici, cadde il 28.4.2004, sulla cresta tra il Täschhorn ed il Dom, quando in 59 giorni aveva salito già 65 vette,

- i due giovani scozzesi Simon Jenkins e Martin Moran, che, nel 1993, anno di fondazione del Club 4000, in soli 52 giorni, dal 23 giugno al 13 agosto, usando come unico mezzo di trasferimento tra le varie regioni alpine la bicicletta, hanno realizzato un altro incredibile concatenamento, non-stop, di 82 vette superiori ai 4000 metri, di cui 75 dell'elenco ufficiale (che loro non potevano ancora conoscere), trascurandone altre 7 che avrebbero loro consentito di completare l'intera collezione. A Jenkins e Moran va riconosciuto il merito di aver concepito il progetto di concatenate non-stop dei 4000 delle Alpi. Fu questa un'impresa grandiosa, di grande impegno fisico e motivazionale, tenendo soprattutto in considerazione i tempi ridottissimi dell'intera realizzazione e le condizioni del tempo che in quell'estate non furono clementi. Si pensi poi ai massacranti trasferimenti (570 km!) in bicicletta, con tutto il carico composto dal materiale alpinistico necessario. Si noti poi che i due scozzesi non si sono mai serviti di mezzi meccanici per gli avvicinamenti alle vette.

Questi sono i protagonisti dell' entusiasmante competizione che ha avuto come obiettivo il record 82X82 che oggi vogliamo accomunare a Franz Nicolini ed a Diego Giovannini nel rievocare uno dei capitoli più affascinanti della storia dei concatenamenti in alta quota.

L.R. (28.8.2008)

Dal Duomo al Cervino

Andrea Daprai, da Cles (Treviso), nel mese di agosto 2007, è partito dalla Piazza del Duomo di Milano ed è salito in bicicletta fino a Cervinia dove ha lasciato le due ruote e si è arrampicato fino alla vetta del Cervino. Il tutto in 11 ore e 27 minuti.

L.R. (22.9.2008)

Dal mare al Bianco

Andrea Daprai, il 20 luglio 2008, ha realizzato il progetto da lui denominato “Under-Up2008” (“sotto-sopra”), consistente un un'immersione in apnea fino a -30 metri sotto il livello del mare nel porto di Sampierdarena, per poi riemergere e salire sulla sua bicicletta per raggiungere, dopo 310 chilometri, Courmayeur. Qui ha lasciato il ciclismo per passare allo ski-running e salire 1500 metri di dislivello per raggiungere le prime zone innevate del monte Bianco, da dove si è cimentato con lo sci-alpinismo per altri 1500 metri di dislivello, ed infine con la salita su ghiaccio negli ultimi 500 metri che lo separavano dalla vetta del Bianco. La sua impresa si è così conclusa in poco meno di 19 ore per 4840 metri di dislivello.

(fonte: LA VALLEE, 26.7.2008)

L.R. (27.7.2008)