Record sui 4000

Intenzione di questa rubrica è di riportare le informazioni relative agli exploit alpinistici o qualsivoglia record che viene effettuato sui 4000.
Il Club 4000 non caldeggia certo nessuna gara in alta montagna: è vero che l'alpinismo è un gioco, ma è un gioco terribilmente serio!

Tragico record di Patrick Berhault

Il 28 aprile 2004, la grande guida francese Patrick Berhault è precipitato sulla cresta tra il Taschhorn ed il Dom mentre, assieme al compagno Philippe Magnin stava realizzando, nel decimo anniversario della ufficializzazione da parte dell'U.I.A.A. dell'elenco degli 82 quattromila delle Alpi (marzo 1994), uno straordinario progetto: salire gli 82 quattromila in 82 giorni!, spostandosi a piedi tra i vari gruppi alpinistici.
Seppur incompiuto questo progetto si è concluso con un notevole record perché in 59 giorni Berhault e Magnin hanno salito 65 vette.
I particolari di questa impresa possono essere letti nel diario pubblicato sul sito internet http://www.mountain.ru/expeditions/2004/patrik_beru/index_eng.shtml

70 quattromila in 6 anni

Eustace Thomas (1869-1960), inglese, dopo una notevolissima attività sportiva nella corsa e nella marcia sulle lunghe distanze, iniziò la sua attività alpinistica nel 1923, e, su suggerimento della grande guida Joseph Knubel, con la quale fece tutte le sue salite, si propose, come il suo contemporaneo Karl Blodig, austriaco, di salire tutte le vette delle Alpi superiori ai 4000 metri. A tale impresa si è dedicato negli anni dal 1923 al 1928. Alcune pubblicazioni gli accreditano 83 vette principali e 30 secondarie; accertamenti fatti dal CLUB 4000, eseguiti sul suo scritto "Six Years and the Four-Thousanders" (vedere la Bibliografia del nostro sito), hanno ridotto tale numero a 70, cui devono essere aggiunte molte ripetizioni, ed un notevole numero di vette inferiori ai 4000 metri. Va rilevato che Thomas, ha comunque salito più 4000 di Blodig, ed ha terminato questa sua collezione nel 1928, e perciò prima del collezionista austriaco, che salì il suo 60° quattromila nel 1932.

(L.R.- 7.5.2004)

Altri record scarsamente documentati

Helmut Dumler nel suo libro, scritto con Willi P. Burkhardt, "Il nuovo Quattromila delle Alpi" (vedasi la Bibliografia del nostro sito), segnala alcune imprese che consideriamo scarsamente attendibili e comunque non documentate a sufficienza; eccole:

  • "l'austriaco Ernst Kuhn, scalò nell'estate del 1917 il suo settantesimo Quattromila": se così fosse allora Kuhn avrebbe abbondantemente superato Blodig nel numero delle vette salite (76 contro 60), e l'avrebbe inoltre preceduto di ben 15 anni (1917 contro 1932). Più probabile è che Kuhn sia stato 76 volte sopra i 4000 metri ripetendo più volte le stesse cime.
  • "Bruno Wintersteller di Salisburgo, benchè mutilato di una gamba, salì, negli anni '50 e '60 tutti i "Quattromila" , anche quelli che presentano difficoltà di VI° grado": quali e quanti siano stati "tutti" i quattromila saliti da questo eroico mutilato Dumler non lo dice. Inoltre, per non scoraggiare eventuali altri collezionisti , va precisato che nessuno dei 4000 delle Alpi presenta sulle vie normali difficoltà superiori (peraltro in pochi casi) al IV°!

(L.R. - 7.5.2004)

Luigi Bosio (1935-1994)

Pur non essendo dichiaratamente un collezionista, ed avendo salito "solo" 51 quattromila, avrebbe meritato di essere eletto "membro onorario" del "Club 4000" per essere salito ben 1074 volte sopra i 4000 m, di cui 511 volte con gli sci, 385 volte da solo, 185 volte d'inverno.
Il suo massimo exploit l'ha realizzato nel 1973, con 104 quattromila all'attivo. In 33 anni di attività alpinistica ha toccato oltre 10.000 vette, a piedi o con gli sci.
(fonte: "Luigi Bosio, alpinista da Guinness", di Luciano Ratto, su "Scandere 1994", annuario della Sezione di Torino del C.A.I.).
Un interessante articolo di Luigi Bosio e un suo ricordo scritto dal nostro socio Marco Tatto è stato pubblicato nel 2002 su "Muntagne Noste", Rivista Intersezionale CAI Val Susa-Val Sangone. Chi fosse interessato a consultarlo può rivolgersi direttamente a Marco Tatto (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

Concatenamenti di 4000

Numerosi sono stati nella storia dell'alpinismo i concatenamenti di vette superiori ai 4000 metri; ne citiamo, a titolo d'esempio, due particolarmente significativi, realizzati in anni recenti:

* Tutte le vette del Vallese in inverno: in soli 20 giorni, nel mese di febbraio del 1986, due note guide svizzere, André Georges ed Erhard Loretan, hanno salito in una cavalcata non-stop 38 vette del Vallese di cui 30 sopra i 4000 metri, dal Dom de Mischabel al Weisshorn, la cosiddetta "corona imperiale", vale a dire l'arco di cime che circonda Zermatt.
(fonte: Alp, n°106, febbraio 1994)

*Tutti (o quasi) i 4000 in meno di due mesi: nel 1993, dal 23 giugno al 13 agosto, due giovani alpinisti scozzesi, Simon Jenkins e Martin Moran, usando come unico mezzo di trasferimento tra le varie regioni alpine la bicicletta, hanno realizzato un altro incredibile concatenamento, sempre non-stop, di 82 vette superiori ai 4000 metri, di cui 76 dell'elenco ufficiale, trascurandone altre 6 che avrebbero loro consentito di completare l'intera collezione. E' questa un'impresa grandiosa, di estremo impegno fisico e motivazionale, tenendo soprattutto in considerazione i tempi ridottissimi dell'intera realizzazione e le condizioni del tempo che in quell'estate non furono sempre clementi. Si pensi poi ai massacranti trasferimenti (570 Km!) in bicicletta, con tutto il carico composto dal materiale alpinistico necessario. Si noti infine che i due scozzesi non si sono mai serviti di funivie per gli avvicinamenti alle vette.
(fonte: Martin Moran, "Alps 4000: a non-stop traverse", The Alpine Journal, vol.99, Londra, 1994)