News del Club

Lutto nel Club 4000

È con grande tristezza che diamo l'annuncio della morte di un nostro socio, il belga Bart Naert. Bart,che aveva al suo attivo ben 70 quattromila, era disperso da due giorni in Val Masino. Pare avesse tentato in solitaria (come era sua abitudine) lo spigolo nord del Pizzo Badile. La tragedia si è verificata sulla via di discesa del versante svizzero; benché non vi siano testimoni dell'incidente, non ci sono molti dubbi che si sia trattato di un fatto puramente accidentale.

Un ricordo fotografico di Bart Naert è disponibile su Forum.

(Info: www.planetmountain.com, 16.9.2006)

Una cattiva notizia: è morta la mascotte del Club 4000

Inti Raymi, la forte cagna Siberian Husky che il Club 4000 aveva adottato come sua mascotte onoraria per avere salito tre quattromila (vedere la notizia "Inti Raymi, mascotte onoraria del Club 4000"), è morta il 12 dicembre 2005, alla bella età di 16 anni (suo ultimo record). Ci dispiace moltissimo ed abbiamo deciso, per continuare questa tradizione, che il suo posto venga preso da suo figlio Uli Biaho. Uli porta un nome molto impegnativo datogli dalla sua Uli_Biahoproprietaria, Silvia Mazzani di Parma: è quello di una splendida torre di granito di oltre 6000 metri situata nel bacino del Baltoro; il diminutivo Uli, che è quello abitualmente usato, è invece molto simpatico (in tedesco Uli deriva da Ulrich). Uli è nato nel 1993 ed è un grosso Siberian Husky, di quasi trenta chili, molto forte soprattutto su neve e ghiaccio: le sue unghie, impiegate a mò di ramponi, mordono il ghiaccio perfettamente. E' in grado di portare notevoli carichi nelle sue borse sulla schiena, e se la cava bene anche su roccia.
Nel curriculum alpinistico di Uli ci sono, al momento, due 4000: il Breithorn Ocidentale (si veda la bella fotografia allegata nella quale è ritratto in compagnia di sua madre Inti Raymi e di Silvia) e lo Stralhorn, e circa una ventina di 3000 (Gran Pilastro, Sasso Nero, Monte Gelé, Punta Marcel Kurz, Pic de Neige Cordier, Gran Galibier, Piz Sesvenna, Punta Lechaud, Pizzo Tambo, Punta Tuckett, Becca della Traversiere, Cima Venezia, Punta Basei, Punta Ramiere, Punta del Lago Gelato, ecc.), oltre a numerose altre cime di altezza inferiore sulle Alpi e sugli Appennini.

(L.R.-31.3.2006)

Sergio De Leo al CAAI

Sergio De Leo, forte alpinista valdostano e membro del Club 4000, è stato recentemente ammesso nell'olimpo del Club Alpino Accademico del CAI, e si affianca agli altri due accademici (Dall'Oglio e Pessiva), già presenti nel nostro Club.
A Sergio porgiamo le nostre più cordiali felicitazioni.

(L.R., 1.3.2006)

Kurt Diemberger nel Club 4000!

E’ con grande gioia che comunichiamo a tutti i nostri amici che il grande Kurt Diemberger è entrato a far parte del Club 4000, e contemporaneamente aderisce alla Sezione di Torino del CAI.
La presenza tra i membri del Club 4000 di un personaggio così illustre ci onora e ci fa provare un legittimo orgoglio.
Kurt non ha bisogno certo di presentazioni, ma vogliamo comunque ricordare il suo curriculum per ulteriormente esaltare la sua figura:
- è nato a Villach in Corinzia, il 16 marzo 1932,
- ha studiato economia e commercio a Vienna, e per qualche anno ha lavorato come insegnante e poi è diventato guida alpina,
- risiede a Salisburgo saltuariamente, ma abita in prevalenza a Calderino di Monte San Pietro, via Amola,23/1-40050 Bologna - tel e fax: 0039.05167.6.856,
- dalla metà degli anni cinquanta entrò nella rosa dei migliori alpinisti del mondo, soprattutto su misto e ghiaccio, dapprima sulle Alpi, poi sulle cime dell’Himalaya,
- nel 1956 fece, come capocordata, la prima ascensione in direttissima della parete nord del Gran Zebrù superando la famosa “grande meringa”,
- nel 1958 percorse, con Franz Lindner, la cresta integrale di Peutérey, girando un film dell’ascensione che gli valse il suo primo premio al “Film Festival della Montagna e dell’Esplorazione” di Trento, nel 1962,
- dal 1956 al 1958 realizzò la “trilogia delle grandi pareti nord”, vale a dire del cervino, dell’Eiger, del Pilastro Walcher alle Grandes Jorasses, sempre con Wolfi Stefan,
- Kurt è l’unico alpinista vivente ad avere all’attivo due prime ascensioni assolute di cime di 8000 metri: nel 1957, con Herman Buhl, Marcus Schuck e fritzWintersteller, senza portatori e senza respiratori, ha raggiunto il Broad Peak, introducendo lo stile alpino in Himalaya; nel 1960, il Dhaulagiri, sempre senza l’uso di ossigeno,
- nel 1978, dopo una pausa di 18 anni, dedicati a viaggi avventurosi in giro per il mondo, riprese a salire le montagne più alte del nostro pianeta, raggiungendo, in primavera, il Makalu, ed, in autunno, l’Everest, realizzando il primo film in sonoro dalla vetta; nello stesso anno salì anche il Gasherbrun: tre ottomila in quindici mesi!,
- nel 1984, ritorna, dopo 27 anni, sul Broad Peak, con Julie Tullis,
- dal 1982 al 1986, con Julie Tulis, crea il film-team più alto del mondo che opera su diversi 8000,
- dal 1982 al 1999, partecipò a sette spedizioni allo Shaksgam, fra queste: nel 1984, la prima traversata del ghiacciaio Gasherbrum al ghiacciaioK2; nel 1999, settant’anni dopo Ardito desio, insieme a Greg Child, raggiunge il ghiacciaio Kyagar,
- nella caten dell’Hidukush ha legato il suo nome alla prima salita di vari sei e settemila; è stato più volte in Groenlandia, Africa ed America,
- pioniere nell’uso della cinepresa sulle grandi montagne, ha lavorato spesso in condizioni estreme, ed è considerato come “il cineasta degli ottomila” per i numerosi film realizzati in Himalaya che gli hanno valso riconoscimenti internazionali come l’”Hemmy”, il massimo premio americano, e, nel 1989, la “Genziana d’Oro”, a Trento con il film “K2 Sogno e destino”
- è autore inoltre di alcuni famosi libri: “Tra zero e ottomila”, “Gli spiriti dell’aria”, “K2-Il nodo
infinito” che nel 1989 ha vinto il primo premio assoluto “Itas-Letteratura di Montagna”, e “Passi verso l’ignoto”.
Questo è il grande Kurt Diemberger al quale diamo il nostro più caloroso !Benvenuto!” nel Club 4000.

(LR-13.1.2006)