Ancora sui confini nazionali

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02/02/2013 12:35 #1223 da Luciano Ratto
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Da anni si trascina una diatriba tra Italia e Francia, di cui non si vede la fine, che ha per oggetto la linea di confine sulla cresta tra Courmayeur e Chamonix, con particolare riferimento alla nazionalità della vetta del Monte Bianco.
Di tale diatriba, che ha interessato molti di noi, il Club 4000 ha dato ampia notizia sia sul proprio sito nella rubrica “Forum”, sia nel capitolo “Pagine di letteratura” del libro “Tutti i 4000”, edito nel 2010 dall’editore Vivalda, in collaborazione con il Cai Torino.
Ora, una nuova questione si è aperta, questa volta sulla linea di confine tra Italia e Svizzera, nel gruppo del Rosa. Ne dà notizia il periodico “Il Rosa” , n. 3, 2012.
Dall’articolo “Rettifica dei confini” , con l’occhiello “Il Global Warming modifica anche lo spartiacque tra Italia e Svizzera”, veniamo così a sapere che “I ghiacciai si sciolgono e modificano la linea di confine tra Italia e Svizzera lunga ben 744 chilometri”, e perciò, nei mesi scorsi, è stata firmata da una commissione mista una convenzione bilaterale per ridefinire la linea sparti-nazione che era stata fissata nel 1815, con il Trattato di Vienna.
Rimane però da definire il nodo più importante, ossia “la linea di demarcazione della Testa Grigia, nel gruppo del Monte Rosa, fra Cervinia e Zermatt, dove la conformazione geografica è cambiata a causa dello scioglimento dei ghiacciai. Uno spostamento di un centinaio di metri e la stazione sciistica italiana potrebbe trovarsi catapultata (sic!) in territorio elvetico con conseguenze importanti anche sul piano amministrativo e fiscale.”
Una commissione tecnica compirà un sopralluogo nella prossima primavera per una ricognizione che permetta di identificare il nuovo confine. In questa occasione veniamo a sapere che in passato sono già state attuate delle rettifiche di tale confine; una delle più note riguarda quella degli anni ’40 che ha interessato la capanna Regina Margherita, a 4554 m, sulla Punta Gnifetti, dove, in precedenza la linea la tagliava quasi a metà e chi vi dormiva aveva le gambe in Svizzera e la testa in Italia (!).
La confederazione Elvetica, bontà sua, accettò di perdere qualche metro e anche l’Italia fece la sua parte. Così il rifugio più alto delle Alpi è stato inserito interamente nel territorio giurisdizionale del comune di Alagna. Ora sono stati definiti i principi sui quali dovranno pronunciarsi i due governi che, forse già l’anno prossimo, ratificheranno ufficialmente gli ultimi aggiornamenti. E così speriamo che almeno questo problema sia finalmente risolto.

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