Scandali montani

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06/05/2013 11:51 #1231 da Luciano Ratto
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La rivista "Montagne 360" del mese di agosto 2012 ha pubblicato la notizia intitolata "E per bivacco un immondezzaio" riferito al bivacco della Fourche. Il contenuto di questa notizia non fa certo onore all'alpinismo italiano ed a chi dovrebbe provvedere in merito.
Ma, a braccetto di questa notizia, va quanto ha scritto nel mese di luglio 2012, su un quotidiano piemontese, un socio del Cai a proposito della Capanna Vallot sulla via normale francese del Monte Bianco. Da sempre, quella miserabile "scatola di latta", come l'ha giustamente definita questo socio, è in condizioni vergognose che non rendono merito all'alpinismo francese ed alle autorità locali.
Almeno nel periodo estivo, quando migliaia di alpinisti di ogni nazionalità transitano nei pressi di questo ricovero di emergenza, si giustificherebbe, anche economicamente, un minimo servizio di ospitalità e soccorso che potrebbe contribuire a salvare vite umane.
E' incredibile che nel terzo millennio, con tutto quanto si scrive e si dice a proposito della sicurezza in montagna, a tutto ciò non si sia ancora pensato.

Sempre a proposito di sicurezza è sorprendente leggere sull'utilissimo fascicoletto, edito da "La coordination Montagnes" di Grenoble, intitolato "La salita del Mont Blanc: un'impresa da alpinisti" (a parte la dizione "Mont Blanc" e non "Monte Bianco" nell'edizione italiana), due intere pagine intitolate "Le insidie della montagna: nel canale del Gouter si concentra gran parte degli incidenti più gravi", con questi dettagli allucinanti: "Tra il 1990 e il 2011, ci sono stati 74 morti e 180 feriti su questo itinerario, tra i rifugi di Tete Rousse e del Gouter" , che, per chi non lo sapesse, è l'itinerario più frequentato tra quelli che conducono al Bianco. Tra morti e feriti 254 vittime, 12 all'anno in media! E in tutti gli anni precedenti quante sono state le vittime? : qualcuno ne ha tenuto il conto?
E l'articolo così continua: "Circa la metà degli incidenti si verificano nei 100 metri dell'attraversamento del canale ed un terzo sulla cresta", ecc., ecc.
Di fronte a questa ecatombe si rimane allibiti ed increduli che in tutti questi anni le autorità francesi non siano state capaci di trovare una soluzione definitiva a questo problema, se non la posa di un cavo in corrispondenza dell'attraversamento del canale al quale è dedicata la seconda pagina del fascicolo citato con il titolo "Come attraversare il canale del Gouter" (!!?), a beneficio delle migliaia di alpinisti che lo affrontano ogni anno, "un migliaio dei quali hanno avuto a che fare in qualche modo con la caduta di blocchi sui 17.000 passaggi stimati", secondo una studio del 2011.
Senza esagerazioni, è questo uno scandalo che dovrebbe essere denunciato sul piano internazionale con grande evidenza perché non riguarda solo il mondo dell'alpinismo, e che si presterebbe a severe riflessioni d'ordine morale sulla responsabilità di chi non si indigna di fronte a questo scandalo.
Scandalo che si manifesta da molti anni. Si leggano al riguardo, nel libro "Tutti i 4000: l'aria sottile dell'alta quota" (Vivalda Editore), a pagina 50, queste parole:
"...Riteniamo che questo sia il percorso più pericoloso e mortale di tutte le Alpi", che già era stato messo in evidenza da Devies ed Henry autori de "La chaine du Mont Blanc", vol. 1°, del 1973 così: "C'est un des lieux le plus meurtriers des Alpes..."

Non occorrono altre parole. Lascio fare commenti in merito a chi vuole.

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24/07/2013 20:22 #1269 da Carlo Ravetti
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Vorrei replicare alle considerazioni che ritengo un pò superficiali e qualunquiste sulla Capanna Vallot, la miserabile "scatola di latta" secondo la definizione (supposta giustificata) di un qualche socio CAI.
Premetto che ho utilizzato la Vallot in 4 occasioni, dopo la salita degli itinerari del versante italiano del Bianco ( Cresta di Peuterey, Cresta Innominata, Pilone Centrale, Cresta del Brouillard) nell'arco degli ultimi 25 anni.
In particolare dopo la salita del Pilone Centrale sono rimasto bloccato, con il mio compagno ed altre due cordate, per due giorni e due notti nella Capanna, raggiunta fortunosamente nella bufera che, in forte anticipo sulle previsioni, ha imperversato violentemente per alcuni giorni.
Anche nelle altre occasioni, per fortuna meno drammatiche, ha comunque rappresentato un approdo sicuro dove, esausti, abbiamo potuto recuperare un pò le forze per poi proseguire la discesa.
Sono del tutto certo che la " miserabile scatola di latta" mi ha salvato la vita, così come ha salvato la vita di molti altri alpinisti.
La Vallot da sempre non contiene nulla, anzi è sporca, non ha coperte, materassi, gas o pentole. Ci sono avanzi di cibo e rifiuti vari.
Ma ha un telefono di soccorso e quando fuori c'è la tempesta, è una reggia principesca. Certo una reggia gelida ed inospitale ma non lascia entrare neppure un fiocco di neve od una folata di vento dall'inferno che si scatena quando c'è bufera sul Bianco. Dentro la Vallot si è al sicuro.
Nei due giorni e nelle due notti passati là dentro,dopo il Pilone,aspettando che la tempesta finisse, era un'impresa uscire a carponi per prendere un pò di neve da sciogliere sul nostro fornelletto. A corto di cibo abbiamo mangiato di gusto avanzi di latte in polvere, lasciati chissà quando tra i rifiuti.
La Gendarmerie ( PGHM) di Chamonix ci ha più volte chiamati sul telefono di soccorso, per sapere come stavamo, se c'erano altri alpinisti in difficoltà e se volevamo avvisare dei parenti sul fatto di essere in salvo alla Vallot. Non avrebbero potuto fare di più.
Sono pertanto pienamente d'accordo sul fatto che questa " scatola di latta" sia lasciata in stato miserevole. Assolve pienamente il suo scopo di salvare la vita agli alpinisti, ma non è un "posto tappa" sulla via normale al Bianco, dove prendersi un caffè,farsi un sonnellino, sedersi comodi al calduccio.
Mi è anche capitato molti anni fa, dopo la salita della Peuterey, di trovare la Vallot strapiena di gente, che bivaccava lì per fare il giorno dopo la normale al Bianco. Ricordo che erano per lo più giovani, molti venivano dai paesi dell'Est ed erano senza soldi per pagarsi il rifugio, ma il loro sogno era salire sul Bianco. Erano gentili e vedendomi stremato,mi hanno offerto il loro thè caldo; mi hanno detto che a loro la Vallot andava bene così.

Penso che altri siano gli scandali in montagna, ma per parlarne bisognerebbe aprire un altro topic.

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