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ARGOMENTO: Club del futuro, idee del socio Raffaele Morandini

Club del futuro, idee del socio Raffaele Morandini 25/11/2017 07:35 #1511

Cari amici Soci,

In occasione dell’imminente Assemblea annuale, alla quale putroppo non potrò partecipare, e in vista del 25° Anniversario di fondazione del Club 4000, ho pensato di utilizzare lo strumento del Forum per proporre qualche idea, in modo da consentire un più ampio confronto con tutti. Forte del riscontro ottenuto dalla mia precedente proposta, che fu poi accolta e, grosso modo, anche realizzata ( www.club4000.it/index.php?option=com_kun...1&id=1030&Itemid=217 ) qui di seguito indico alcuni punti che personalmente ritengo siano utili allo scopo di elevare il Club 4000 ad un livello di prestigio più consono all’unicità che il sodalizio rappresenta.

Prima di elencare le mie idee, mi preme esporre una riflessione, dalla quale sono scaturite le mie proposte. Tenendo presente che le caratteristiche “uniche” del Club 4000 sono: l’ingresso esclusivo, consentito solo ai soci che hanno salito almeno 30 vette di oltre 4000 metri, nonché la componente internazionale, mi sono posto le seguenti domande. Al di la delle finalità espresse nel Regolamento, il Club 4000 cosa vuole essere e cosa vorrebbe diventare nel futuro? Le risposte che mi sono dato si racchiudono essenzialmente nelle due caratteristiche sopra indicate, ovvero: il “prestigio” degli stessi soci [vero è che non è un’impresa salire 30 quattromila, ma è altresì vero che non è cosa da tutti] e, soprattutto, l’internazionalità dei suoi membri. Queste due caratteristiche (prestigio e internazionalità) apparentemente banali sono proprio quelle che dovrebbero essere esaltate, ergo, la direzione verso cui andare. In pratica, ambire ad essere riconosciuti come il club internazionale degli specialisti d’alta quota delle Alpi. Da qui i miei suggerimenti, che spero possano essere arricchiti da ulteriori contributi dagli altri soci.

LOGO del CLUB 4000
Questo punto l’ho sollevato diverse volte in assemblea, ma l’argomento è sempre caduto nel vuoto. L’attuale logo, fatta eccezione per la stessa scritta 4000 (che è di per sé un mezzo stemma) si tratta di un banale modello predefinito dai programmi grafici, utilizzato già da diverse associazioni [qui solo un esempio, si tratta del CAI Vimercate, che lo utilizza già da anni: www.caivimercate.it/ ]. Dunque, a mio parere, urge uno stemma tutto nostro, identificativo e rappresentativo, nonché esteticamente all’altezza di un Club internazionale. Da sempre è noto il potere di un logo azzeccato … lo sanno benissimo i pubblicitari. Si pensi solo all’impatto visivo e alla relativa forza comunicativa ed evocativa dello stemma delle guide alpine, oppure, a quello “mitico” e inconfondibile dei Ragni di Lecco, che richiama subito glorie e conquiste. Quello degli Scoiattoli di Cortina, o ancora, quello di alcune scuole di alpinismo del CAI, dall’estetica forse un po’ retorica ma dall’indubbio fascino romantico. Un logo adeguato ad un club come il nostro potrebbe essere tipo quello tondo dell’UIAA che utilizzano appunto le guide alpine, magari contornato dalle bandierine delle nazioni rappresentate dai nostri soci. Oppure a forma di scudo, più tradizionale, come quelli di molti club alpini gloriosi del passato. Comunque, non è certo qui la sede in cui trattare lo specifico, ma uno stemma tutto nostro ci vorrebbe!

BROCHURE elettronica da inviare ai club alpini stranieri
Anche questo punto è stato da me sollevato in più occasioni. La mia idea è quella di realizzare una brochure elettronica, un volantino pubblicitario del Club in PDF, da inviare all’attenzione dei presidenti delle sedi centrali dei vari club alpini esteri, con la “preghiera” di inoltrarlo alle loro varie sezioni. Ovviamente nella lingua di ciascuna Nazione. Questo sarebbe il modo più semplice, economico, veloce e contemporaneo, per fare conoscere il nostro bel sodalizio, che a oggi, purtroppo, è ancora prevalentemente italiano, anzi, permettetemi di dire “Piemonte-centrico”. E se è vero che la nostra è una vocazione internazionale …

SPONSOR e FINANZIAMENTI
Per realizzare grandi e ambiziosi progetti occorre il denaro. La via più semplice per finanziarci, credo, sia il reperimento di uno o più sponsor. Un Club “importante” e internazionale come il nostro, non dovrebbe avere problemi a trovare un degno mecenate. Dopotutto, siamo circa 464 alpinisti, molti dei quali attivi sull’intero arco alpino. Dovrebbe essere una bella pubblicità, ad esempio per un’azienda di settore, magari dell’abbigliamento tecnico o degli accessori specifici. Comunque, anche se non in denaro, gli sponsor potrebbero contribuire alla realizzazione di una linea di abbigliamento per i soci. Tornando a quanto detto per il logo, le associazioni alpinistiche più famose vantano tutte degli sponsor di livello, che fornisce loro quantomeno il vestiario e l’attrezzatura.

Altro modo per reperire fondi sarebbe semplicemente quello di dare la possibilità, attraverso il sito internet, di fare donazioni. Lo fanno molti siti di onlus, ma non solo, e spesso con risultati inaspettati. Infine, si potrebbero tesserare eventuali simpatizzanti, alla voce “Socio sostenitore” oppure “Amico del Club 4000”. Questi soci non diverrebbero effettivi (quindi non comparirebbero nell’elenco), ma risulterebbero semplici sostenitori, presenti in un elenco a parte. Riceverebbero le nostre newsletter, i gadget, ecc.

Infine, approfittando proprio dell’occasione fornita dal 25° Anniversario, sarebbe bello dare alle stampe un volume fotografico, magari di ampio formato (tipo strenna natalizia, con foto a tutta pagina) che ripercorresse attraverso le immagini di tutti i nostri calendari e dei vecchi concorsi fotografici, la storia del Club. Credo che un bel libro sia meglio del calendario. Quest’ultimo ha perso un po’ l’appeal, non sono rimasti in molti che ancora ne acquistano uno, poi, passato l’anno, generalmente lo si butta. Invece il libro resta, tanto più se è fotografico … lo si sfoglia sempre con piacere. Sarebbe un altro modo per fare cassa e. a differenza di un calendario, non comporterebbe rischi di rimanenze, in quanto non vi sarebbero scadenze per la vendita. Si potrebbe inserire un testo con la storia del Club, e brevi biografie dei soci illustri come Kurt Diemberger, ecc. Anche un accenno alla storia del “collezionismo” citandone i pionieri. Inoltre, un libro fotografico sarebbe un bel ricordo per quanti negli anni anno donato le proprie foto.

ABBIGLIAMENTO e GADGET
Le t-shirt di cotone sono utili per le normali attività quotidiane, ma non sono molto indicate per l’alpinismo. Potremmo, sempre con l’aiuto di uno o più sponsor, che trovo fondamentali, realizzare delle t-shirt tecniche, dei pile, delle giacche wind-stopper, ecc. tutto con il nostro logo (che dovremmo avere), meglio se ricamato. Ancora una volta l’esempio sono i grandi team o associazioni di alpinismo. Un esempio su tutti: i Ragni di Lecco, sponsorizzati da Adidas. Ma anche i vari collegi delle guide alpine sono un buon esempio, e persino il soccorso alpino. Però noi siamo un Club che raduna anche alpinisti a riposo, che in montagna, magari per ragioni anagrafiche, ci vanno solo per delle passeggiate. Quindi sarebbe il caso di avere qualcosa di distintivo anche per l’abbigliamento da città. Seguendo l’esempio degli inglesi, che di club se ne intendono, si potrebbero realizzare, per gli uomini delle cravatte (di seta, con il favore di uno sponsor) con i colori del club, e dei foulard per le signore. A dire il vero, il foulard in montagna lo portavano anche degli alpinisti illustri … tra i vari, ricordo Cesare Maestri, e re Alberto del Belgio, che ne sfoggiava uno inconfondibile, rosso fuoco! E perché no, magari creare delle rosette da giacca, piccole e discrete, con il logo del sodalizio. Insomma, un po’ di eleganza non guasta mai. Prestigiosi e anche eleganti!

STRUTTURA e contatti del CLUB
Anzitutto, desidero evidenziare che, come Club 4000 (e non CAI Torino) non abbiamo un recapito telefonico (che non sia un fax). Personalmente con conosco un’associazione che non abbia un riferimento telefonico. Capisco che sia una seccatura, nonché un impegno, per chi dovesse assumersi la disponibilità di fare il referente telefonico, ma credo che sia il minimo per comunicare in modo più diretto e veloce. Attualmente tutto il carico delle comunicazioni con i soci è supportato dalla Segreteria. Una struttura del Club più definita e specifica, potrebbe alleviare il lavoro della Segreteria e dare un’immagine più professionale della struttura dirigenziale. Mi spiego meglio. Nel sito internet potrebbero apparire, sotto la voce “Contatti” (che non abbiamo) diverse sezioni, ognuna affidata al delegato di settore. Ad esempio: Segreteria generale, Presidenza, Consulente alpinistico, Responsabile magazzino vestiario (gadget, ecc.), Pubbliche relazioni, ecc. Indicando per ognuno di questi, una e-mail specifica e/o un recapito telefonico (magari indicando gli orari).

EVENTI culturali e CONFERENZE
In occasione del 25° anniversario si potrebbero organizzare anche degli eventi culturali, tipo convegni e conferenze,. Le tematiche potrebbero spaziare dall’alpinismo ai temi ambientali, quelli che più ci riguardano, come il caso dei cambiamenti climatici. Argomento di grande attualità (certamente inflazionato dai media) ma che comunque ci coinvolge direttamente, purtroppo. Dunque potremmo dire la nostra su questo tema, con cognizione di causa, anzi, abbiamo dei soci, vedi l’amico Franz Roda Notari, che si sono occupati professionalmente di questo argomento, facendo anche delle conferenze in merito. Mi astengo dal suggerire temi prettamente alpinistici, perché immagino che ve ne siano così tanti da avere l’imbarazzo della scelta.

UIAA, o forse meglio, EUMA ?
Rifacendomi alle due caratteristiche essenziali del Club 4000 (vedi sopra) sono sempre stato dell’opinione che potremmo ambire ad entrare direttamente a far parte dell’UIAA. Questo mio pensiero è peraltro condiviso dal nostro Presidente Onorario Luciano Ratto, il quale non manca certamente di idee coraggiose. In alternativa all’UIAA, potremmo puntare a far parte della nascente EUMA (European Union of Mountaineering Association) alla quale anche il CAI Centrale sta guardando con crescente interesse, per i forti principi etici che quest’ultima organizzazione vorrebbe perseguire. Forse, per fare un passo in questa direzione, sarà necessario riformare lo Statuto/Regolamento del Club, che ci limita a semplice Gruppo del CAI Torino. Ma volere è potere!

NOME del CLUB
Non so se è capitato anche a voi di incontrare persone che confondano il nostro Club 4000 con l’altro Club 4000, quello di Macugnaga. A me è accaduto di frequente, tanto che a volte mi pare persino che quello del Monte Rosa sia più noto del nostro. Ora, non mi interessa entrare nello specifico dell’omonimia, piuttosto vorrei cogliere l’occasione per fare una proposta shock. Perché non cambiamo noi il nome? Rifacendomi alla sopra citata vocazione internazionale, perché non chiamarci INTERNATIONAL CLUB 4000 ? Personalmente lo troverei sensazionale. Con un bel logo sarebbe perfetto! A questo punto traghettare nell’UIAA o nell’EUMA sarebbe la conseguenza più logica.

ASSEMBLEA annuale itinerante
Personalmente credo che spostare la sede dell’Assemblea annuale, magari cambiando luogo ogni anno, sia un buon modo per agevolare i soci, soprattutto coloro i quali abitano molto distanti da Torino. Peraltro vi è il precedente, ben riuscito, di Bergamo. Spostarci lungo l’arco alpino non sarebbe una cattiva idea … e forse anche andare all’estero. Magari non tutti gli anni, ma ogni tanto una puntatina che so, in Svizzera, ci starebbe tutta. Considerato anche che i soci elvetici stanno crescendo di numero.

LARGO AI GIOVANI (o forse, anche NO)
Per realizzare grandi sogni, o piccole ambizioni che siano, occorre, ancor prima della base economica, il tempo. Che è più prezioso e raro dello stesso denaro. Le idee, come quelle che ho sopra esposto, non mi sono mai mancate, mentre il tempo si, purtroppo. Quello mi manca totalmente! Ci vorrebbero due vite per realizzare tutte le cose che ho in mente. Proprio in coerenza con il “tempo che non ho” non ho mai voluto candidarmi per il Consiglio Direttivo del Club 4000. Questo per evitare di fare il classico tipo dal motto “armiamoci e partite”. Sono membro di diverse associazioni sportive CONI, di alcune sono stato consigliere, e attualmente sono attivo nel Marathon Club. Per esperienza personale so che i consigli direttivi più operativi sono paradossalmente quelli più “vecchi” dal punto di vista dell’anagrafe. Questo perché i giovani, spesso atleti nel pieno della loro attività, hanno belle idee ma non hanno poi il tempo per dedicarvici. Ergo, la paralisi del consiglio, e di conseguenza, dell’associazione. Generalmente, chi è in pensione ha più tempo da spendere per l’associazione, rispetto ad un giovane che lavora (o studia) e si allena. Se stimolati da idee fresche i consiglieri anziani hanno tutte le carte in regola per poterle realizzare. Anche in termini di “immagine” una persona di una certa età si presenta con più autorità di fronte ad eventuali interlocutori istituzionali, aziendali (sponsor), ecc.. Almeno, questa è la mia esperienza personale, maturata negli anni (la prima volta che entrai in un CD di un’associazione sportiva avevo 20anni). I giovani hanno energia da vendere, ma poi bisogna che siano consapevoli del proprio tempo disponibile, altrimenti l’energia finisce per non giungere al cuore dell’associazione. Tutto questo per dire che se vogliamo attuare grandi progetti avremo bisogno di persone con grande disponibilità di tempo, prima ancora che di idee, che, come me, anche altri soci non faticheranno ad avere.

25° ANNIVERSARIO
Credo che, in occasione del 25° Anniversario del Club 4000, sia doveroso assegnare un riconoscimento ai Padri fondatori del nostro sodalizio, Luciano Ratto e Franco Bianco, nonché al Segretario Flavio Melindo, che in questi anni ha svolto egregiamente la maggior parte del lavoro. Altri riconoscimenti si dovrebbero porgere al nostro web master Piero Bianco e ai soci più meritevoli.

Auspico altresì, che nell’occasione siano ricordati i nostri cari soci defunti che, come direbbero gli Alpini, “sono andati avanti”. A questo proposito, vorrei qui esprimere il mio cordoglio per la recente scomparsa della cara Socia Alessandra Casiraghi, beffata dal destino, a pochi giorni di distanza dal raggiungimento del Suo sogno di salire tutti gli 82 quattromila.

Buona montagna a tutti da “quello della notte” …



Raffaele Morandini


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Allegati:
Ringraziano per il messaggio: Franz Rota Nodari, Aldo Tosetti

Si prega Accedi a partecipare alla conversazione.

Club del futuro, idee del socio Raffaele Morandini 02/12/2017 11:54 #1512

CONDIVIDO PIENAMENTE TUTTE LE CONSIDERAZIONE E LE PROPOSTE DELL'AMICO RAFFAELE MORANDINI.
QUESTO é PRPRIO UN VERO E PRPRIO "MANIFESTO" DEL CLUB 4000 DA MEDITARE ATTENTAMENTE E DA SEGUIRE IN PRATICA IN OCCASIONE DEL 25 COMPLEANNO DEL NOSTRO CLUB.
GRAZIE.
LUCIANO RATTO

Si prega Accedi a partecipare alla conversazione.

Club del futuro, idee del socio Raffaele Morandini 01/01/2018 10:13 #1515

Ciao, finalmente riesco a trovare un po’ di tempo per intervenire, almeno in parte, sugli argomenti lanciati da Raffaele Morandini e condivisi da Luciano Ratto.
Ringrazio ancora Morandini per la sua proposta che, condivisibile o meno, dà una scossa al dibattito interno del Club, portando consigli che se condivisi possono essere di immediata applicazione, e che nello stesso tempo, proponendo un nuovo progetto stimola a porci domande e dare risposte sul futuro del Club.

Condivido la proposta sulla BROCHURE da inviare ai club alpini esteri.
[Siccome ritengo che il rapporto coi soci internazionali sia importante ed urgente, pur essendo consapevole che certamente qualcuno in questo periodo ha comunque già mantenuto contatti con qualche socio straniero, propongo che al più presto possibile, si faccia un sondaggio tra tutti i soci con una newsletter ed un avviso sul ns sito e sulla pagina Facebook , per chiedere ad ogni socio se conosce sufficientemente un’altra lingua (nel caso dei soci di altra linguai se conoscono sufficientemente l’italiano) e se nel caso sarebbero disposti (gratuitamente) a tradurre i comunicati ed altro di provenienza dal Club o dai suoi soci. Ottenute le risposte si potrebbero già stabilire dei canali di dialogo che possono essere utili anche a prescindere dalla brochure. E’ chiaro che in partenza si potrà porre il quesito utilizzando la lingue da noi al momento conosciute. (personalmente conosco solo l’italiano)]

Stante quanto sopra sono chiaramente favorevole alla proposta di modifica del NOME del Club in “International Club4000” o magari “Club4000 International”, come non avrei obiezioni alla proposta relativa al LOGO.

UIAA – EUMA – Su questo punto, che poi mi pare sia il nodo centrale della proposta, purtroppo non ho ancora maturato una visione ben chiara, anche perché si tratta di una prospettiva che giunge nuova. Devo anche documentarmi sull’EUMA che non conosco.
Per me, personalmente e per ora, “prestigioso” è il Club4000;
comprendo però che come Club si cerchino obiettivi sempre più in alto, anche se va sottolineato che per raggiungere questo “prestigio”, e a compimento dell’impegno statutario di diffusione di un certo tipo di alpinismo, si è abbassata da 50 a 30 cime la soglia d’ingresso (chi aveva già 50 cime era già sulla strada giusta…), mentre da un punto di vista operativo ci si è appoggiati (cosa abbastanza naturale) alla sezione CAI di Torino e all’attività di numerosi soci tra i quali un nucleo più omogeneo territorialmente individuabile ad occidente, cose che hanno però consentito al Club di raggiungere il 25° anno dalla sua fondazione, con quasi 500 tessere e 12 nazioni rappresentate. (almeno questa è, senza dilungarmi e perché da pochi anni iscritto, la mia chiave di lettura del percorso fatto dal Club). (Naturalmente va ricordato anche l’intenso lavoro fatto in precedenza dai soci fondatori)
Indubbiamente come Club abbiamo raggiunto un peso non indifferente non solo in termini di “collezioni” (che come parola ci sta forse un po’ stretta) , ma per buona parte anche, come ben dice Morandini, come “specialisti di salite in alta quota”, ognuno naturalmente al proprio livello, a cui aggiungerei il valore di molte attività alpinistiche individuali di alto livello a tutte le quote come ad es. aperture di nuove o ripetizioni di antiche vie, la ripetizione di salite ai 4000 per vie diverse, ecc. ecc. (anche se queste sono poco note al ns. interno se non attraverso lo spazio di “allaccio” ai siti dei soci), non da ultimo va aggiunto il peso culturale raggiunto con la produzione del libro “Tutti i 4000, l’aria sottile dell’alta quota” , il patrocinio de “Il grande libro dei 4000”, i calendari fotografici., le serate organizzate dai soci, la doppia valenza alpinistica/culturale del sostegno al restauro della capanna Quintino Sella ai Rochers del Bianco; tutto questo può essere ben speso, bene dunque che si mettano in discussione progetti per il futuro.

A monte di tutto, ciò che invece mi pare debba essere sollecitata, è una più attiva partecipazione associativa, ad es. non conosco come funzioni la pagina facebook perché è uno strumento che non mi attira, ma guardando il sito dobbiamo ammettere che non è molto partecipato, quindi diventa necessario sollecitare l’uso delle rubriche del Forum (ad es.: varie volte mi è giunta la critica di chi si sarebbe aspettato dal ns. sito informazioni “fresche” sulle ns. salite fatte) o considerare il fatto che probabilmente è la nostra formulazione che non convince all’uso visto che la finestra “le ultime salite dei soci” ha avuto più risalto. Sempre in tema di partecipazione è decisamente condivisibile la proposta sulla rotazione dei luoghi di svolgimento dell’ASSEMBLEA annuale (a parer mio ancora poco partecipata) cosa che potrebbe facilitare una maggiore conoscenza e collaborazione tra i soci, un dibattito interno più costruttivo, eliminando in parte i limiti imposti dall’estensione territoriale del club.

SPONSOR E FINANZIAMENTI Indubbiamente a maggiori disponibilità economiche possono corrispondere maggiori iniziative, ma sempreché non comportino un rapporto di DARE e AVERE che potrebbe alla fine essere più dannoso che vantaggioso.

LARGO AI/ALLE GIOVANI – Certo che sì, il futuro è loro. Alla data del 31.12.17 esaminate le pagine dell’anagrafica dei soci sul ns. sito risulta che:
Il ns. socio più giovane è Svizzero, classe 1994, conta 30 nuovi 4000 e vanta inoltre un bel curriculum alpinistico;
la ns. socia più giovane è Belga, classe 1989, e conta 61 nuovi 4000.

Il socio della classe1994 segnalato sopra è l’unico al di sotto dei 25 anni; se si considerano il/le soci/e compresi tra i 25 e i 35 anni contiamo un gruppetto di 19 (16 maschi e 3 femmine) di cui:
15 (bollo nero) con meno di 50 nuovi 4000,
3 (bollo giallo) con meno di 70 nuovi 4000,
1 (bollo rosso) con tutti gli 82 4000 saliti.
Non male, ma direi che verso i giovani potremmo fare qualcosa in più.
Per tornare a quanto esposto da Morandini direi che sia tra i giovani che tra i più attempati il tempo è ugualmente tiranno però molto dipende proprio dalla STRUTTURA organizzativa e utile potrebbe essere la proposta fatta della creazione nel sito di diversi “contatti di settore” affidati a delegati.

25° Niente in contrario rispetto ai riconoscimenti proposti.
Concludo il mio intervento/contributo alla proposta in discussione anche se come ho già detto è solo parziale. Un saluto e buone salite a tutti. Aldo Tosetti

Si prega Accedi a partecipare alla conversazione.

Club del futuro, idee del socio Raffaele Morandini 04/01/2018 16:57 #1516

Cari amici soci, in qualità di attuale Presidente del Club4000 rispondo alle proposte inviate qui sul forum dal socio Raffaele Morandini che ringrazio per quanto scritto.
Ho sempre considerato il Club4000 una “cosa” prestigiosa, fin da prima di riuscire ad entrarci nel 2009. Ora che sono l’attuale reggente, la mia considerazione è immutata e cresciuta. Siamo arrivati al 25° anno e tocca a me fare un bilancio. Un grazie ai fondatori ed a tutti quanti si sono succeduti nella gestione e nel far crescere il club.
Cos’è il Club4000 oggi e verso che futuro si dirige. E’ un gruppo del Cai Torino di quasi 500 soci di 12 paesi diversi, conosciuto a livello internazionale che si è guadagnato la stima di tanti. Nel panorama di tutte le associazioni di montagna che esistono è un qualcosa a se stante ed è unico. Ha il suo regolamento, e gode di sua vita ed indipendenza. Per tanti, come il sottoscritto, entrarci era un grande obbiettivo, ed è servito come fondamentale stimolo per arrivare alle fatidiche 30 salite.
Essendo un gruppo del Cai Torino non abbiamo una nostra autonomia ed è per questo motivo che non è possibile un’eventuale ingresso nel UIAA. Non abbiamo una partita iva, non abbiamo un’identità fiscale. Questo concetto vorrei fosse ben chiaro. Ai tempi era stata scelta questa formula ed a tutt’oggi è la realtà giuridica del club.
L’alpinismo come tutti sappiamo, è un’attività individuale ed autonoma. Il nostro lavoro è di tenere alto l’interesse verso il delicato e fragile terreno d’alta quota. E lo facciamo gestendo il club, gestendo la storica capanna Quintino Sella ai Rochers (di cui ne siamo orgogliosi) ed il suo restauro (sempre tramite la contabilità del Cai To), stampando il prestigioso calendario, organizzando serate divulgative, organizzando eventi sociali, ecc. Insomma cerchiamo di tenere alta la visibilità del club.
Stiamo utilizzando nuovi canali e nuovi metodi moderni di comunicazione. Abbiamo creato il “Club4000-Official Group”, uno spazio sul social più famoso ed una pagina apposita sulla Capanna Quintino Sella ai Rochers che ha avuto dei numeri di visitatori decisamente importanti. Nel post pubblicato sull’installazione delle nuove webcam abbiamo avuto oltre 10.500 visualizzazioni.
Per chi non ha un profilo su fb è un mondo sconosciuto, per chi lo utilizza è un modo efficiente e rapido di condivisione di foto, contenuti ecc Anche il Forum è uno strumento diventato oramai “obsoleto”. Abbiamo appena creato il nuovo sito del progetto 25 x 82 per festeggiare il 25° anniversario di fondazione con la salita di tutti i 4000 da parte di tutti i soci.
Il Club4000 è un gruppo vivo, ogni anno abbiamo mediamente 20 nuovi soci. E’ comunque un buon numero. L’interesse dei giovanissimi è rivolto soprattutto all’arrampicata sportiva easy e comoda. Le vie lunghe e soprattutto l’alpinismo classico in alta quota sono attività meno praticate in giovane eta. E questa tendenza dura da anni. Basta guardare l’età media dei nostri soci.
L’interesse invece per la nostra Assemblea, è poco e sta invece scemando di anno in anno.
So benissimo che a tanti non piacciono le assemblee e le cene organizzate. Però per noi componenti del Consiglio Direttivo, vedere così poca partecipazione di certo non invoglia.
Organizzare un evento è sempre un piccolo grande impegno. La scorsa gita sociale alla Capanna Margherita è stata una delusione per la scarsissima partecipazione, praticamente nulla. Sottolineo apposta questo fatto, perché vorremmo più soci alle attività organizzate dal club.
E di impegno personalmente ne metto e tanto, come i Consiglieri, compatibilmente con gli impegni lavorativi e personali, in quanto ricordo a tutti che siamo volontari e che la nostra attività è tutto un di più che decidiamo di donare al club. E come tutti i veri amanti della montagna, il tempo speso in un’attività in montagna viene prima di tutto, anche del club.
Si vorrebbe fare di più, certo, ma ci manca il tempo e soprattutto le risorse economiche. Quello che riusciamo a fare è sotto agli occhi di tutti. Per il calendario il club anticipa i soldi e fino a che non vendiamo un certo numero di calendari, non riusciamo ad ammortizzarlo! Avremmo bisogno di aiuto e di partecipazione, oltre ai suggerimenti e proposte. Nel novembre 2018 ci saranno le nuove elezioni. Ebbene, avremmo bisogno di nuove persone motivate e con disponibilità di tempo da dedicare al club. I direttivi hanno cadenza mensile. Stiamo lentamente avvicendando il nostro storico segretario Flavio. Occorre del tempo per questo…
Tutte le proposte arrivate dai soci Morandini, Tosetti e da Ratto, saranno nell’ODG del primo direttivo del 2018 che si svolgerà in questo mese a metà gennaio.
Come dicevo è partito il progetto 25 x 82. Auspico che ci sia grande partecipazione e che ogni socio in attività porga il proprio contributo personale per completare la collezione degli 82 nel corso del 2018.
Buona montagna a tutti.

Luca Calzone

04.01.18

Si prega Accedi a partecipare alla conversazione.

Luca Calzone

Club del futuro, idee del socio Raffaele Morandini 29/01/2018 00:10 #1517

Anzitutto ringrazio per gli interventi relativi alle mie “idee”.

L'ossessione (mia) per il tempo
Scrive Aldo Tosetti “… finalmente riesco a trovare un po’ di tempo per intervenire …”. Ecco il punto nevralgico! Che avevo sottolineato nel mio scritto. Il tempo è la mia ossessione! Però constato che non è solo la mia … anche i membri del CD lo stanno sottolineando, dimostrando che avevo colto nel punto.

Dunque, il tempo “mancante” è uno dei due grossi temi, che, secondo me, costituiscono il limite alla realizzazione dei progetti che avevo esposto. L’altro tema cruciale è la distanza tra i soci. Per conseguire obiettivi ambiziosi sono fondamentali sia il tempo (dei membri del CD) che la possibilità di comunicare velocemente. Forse, a mio parere, quest’ultima è più colmabile del tempo (si veda il mio punto: Largo ai giovani, o forse anche no). Ovviamente, caro Aldo, il futuro è dei giovani, ma non puoi dirmi che un pensionato (generalizzando) abbia lo stesso tempo libero di un giovane (che studia, lavora, va a scalare, ecc.). Poi le eccezioni sono un’altra cosa e sarebbero benvenute.

SPONSOR
Riguardo agli sponsor, non vi sarebbe nessun “dare” e “avere”, perché si tratterebbe di sponsorizzare un sodalizio “elitario” un po’ come avviene per le associazioni delle guide alpine, o come per il soccorso alpino. Ripeto, l’esempio migliore sono i Ragni di Lecco, che hanno un grosso sponsor internazionale, il quale non chiede nulla in cambio se non il vestire il loro brand. Tra i nostri soci c’è anche un rappresentante di un grosso marchio tecnico di alpinismo. Se si creasse un “ufficio di pubbliche relazioni”, sono convinto, non si farebbe fatica a trovare un buon sponsor. Comunque, è certamente meglio lo sponsor (o gli sponsor) rispetto all’aggiunta di una quota associativa, che potrebbe scoraggiare l’ingresso di nuovi soci. Mi rendo conto che si parla di “spiccioli”, ma per molti (poco motivati) è un fatto psicologico.

Circa il concetto di volontariato
Nella risposta del presidente Luca Calzone, si ravvisano toni giustificatori. Forse il mio post è stato frainteso. Lungi da me fare polemica, ne tanto meno criticare il lavoro altrui, specialmente se questo è volontario. Anzi, come ho già avuto modo di fare non posso che ringraziare tutti coloro che si impegnano nella gestione del Club 4000. Però non posso esimermi dal fare una piccola puntualizzazione riguardo a due cose. Scrive il presidente Luca Calzone: “… La montagna viene prima di tutto, anche del Club (?)” Purtroppo debbo dissentire da questa affermazione, perché ciò è vero per il sottoscritto e per chi nel Club non ha assunto incarichi, quindi impegni nei confronti di tutti i soci. I Soci non hanno doveri nei confronti del Club, se non quelli di rispettare lo Statuto. Quando si assume un compito, anche se di volontariato, a maggior ragione se di dirigenza, lo si dovrebbe svolgere con la stessa responsabilità e disponibilità (anche di tempo) come quello professionale. Dunque la montagna potrebbe anche vedersi sacrificata. Credo. Personalmente, da diversi anni, insieme a mia moglie (lei come medico io come fisioterapista) svolgiamo del volontariato in ambito sanitario, ma il tempo che abbiamo dato come disponibile (sempre troppo poco) resta un impegno inderogabile. Tanto più p0erché nessuno ci obbliga a farlo. Niente di personale, la mia è una solo puntualizzazione per chiarire che il lavoro volontario e quello professionale dovrebbero differenziarsi solo dalla retribuzione, che nel primo caso è assente.

AUTONOMIA dal CAI Torino
Invece, è molto interessante quello che scrivi, caro Luca, circa la mancanza di autonomia rispetto al CAI Torino. Questo è evidentemente un ostacolo, nel caso in cui si voglia fare quel salto qualitativo, volto all’internazionalità del Club. Da qui, sempre che lo si voglia fare (il salto qualitativo), nascono quelle discussioni “radicali” attorno allo statuto o alla stessa appartenenza al CAI Torino. Ovviamente le mie sono idee visionarie, ma non utopiche. Ovvio che richiederebbero, tempi lunghi, disponibilità di tempo, di mezzi e di entusiasmo. A questo proposito, per ovviare a tutti i problemi sopra citati, si potrebbe (rivoluzionando il tutto), creare in futuro un gruppo dirigente di volontari esterni al Club, con tessere onorarie o di “amici del Club”, con caratteristiche di professionalità idonee. In questo modo si avrebbero persone con il solo ed esclusivo compito di dirigere il Club, nel migliore dei modi. Trovare persone (ex dirigenti, appassionati di montagna) con conoscenza delle lingue, disposte a dedicarsi alla dirigenza di un Club di prestigio, dal quale avrebbero un ritorno di “immagine”. Personalmente, non mi sentirei “scippato” da un CD del genere. Il Presidente potrebbe essere sempre un Socio effettivo, ma dal Segretario in giù degli esterni che svolgano incarichi precisi corrispondenti alla loro formazione.

Cambiare oppure no?
Nel caso di interesse per un simile cambiamento, si potrebbe utilizzare una newsletter tipo “referendum” per sentire il parere di tutti i soci, compresi quelli all’estero. Oppure, ovviamente, possiamo decidere arbitrariamente di rimanere semplicemente quello che siamo oggi … un punto di incontro, molto virtuale, tra alpinisti collezionisti. Magari migliorando l’efficienza nella gestione del sito e della comunicazione con i soci … i quali, è vero che non sono interattivi, ma forse non sono mai stati stimolati in tale senso.

Club Amici delle Ande
Personalmente ho avuto modo di seguire l’esperienza dell’ex CAI Lima, oggi Club Amici delle Ande, di cui sono grande amico del Segretario. Ebbene, come è facile immaginare, i soci (peraltro di alto livello alpinistico) vivono molto distanti tra di loro, e non sono certo giovani. Eppure, vi posso assicurare che è un Club che vanta una partecipazione difficile da credere. Sono stato invitato diverse volte ai loro raduni e vi posso assicurare che la partecipazione è massima … veramente un bel gruppo. Deputo ciò all’efficacia della dirigenza. Questo solo per dire che non è un’utopia mettere insieme persone lontane.

Mi scuso per la lunghezza del mio scritto, ma era doveroso replicare alle risposte al mio post.

Chiudo da dove sono partito, ovvero dall’ossessione (la mia) del tempo. Nella mia vita iper-dinamica ho faticato anche a ricavare il tempo necessario per questo mio intervento. Comunque, credo sia evidente la mia affezione al Club 4000, ma penso che sia altrettanto evidente la mia impossibilità ad assumermi impegni “ufficiali” che non potrei assolvere nel modo migliore, proprio per mancanza di tempo. Ciò non toglie che continuerò a dare i miei piccoli contributi, come ad esempio le recensioni di libri e le idee, che costituiscono sempre il punto di partenza per l’evoluzione.

Un saluto da “quello della notte” …


Raffaele Morandini

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Ringraziano per il messaggio: Aldo Tosetti

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Ultima modifica: da Raffaele Morandini.
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