La cresta DIABOLICA…e son 82!!!

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22/08/2012 14:20 #1164 da Franz Rota Nodari
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Arete du DIABLE:
Corne du Diable, 4064 m
Pointe Chaubert, 4074 m
Pointe Médiane, 4097 m
Pointe Carmen, 4109 m
L'Isolée, 4114 m

Ci son sogni che a volte stenti a credere possano realizzarsi. Sicuramente non dopo le vicissitudini e le prove alle quali la vita spesso ti sottopone. Se otto mesi fa, in un letto d’ospedale, qualcuno mi avesse detto che avrei portato a termine il mio “progetto” alpinistico (per quanto “insensato” ad alcuni possa sembrare), non gli avrei creduto minimamente. Salire quei 6 Quattromila che ancora mi mancavano per arrivare alla fatidica quota 82 sembrava improponibile. E mestamente nemmeno osavo pensarci. E invece eccomi qua a raccontare l’ultima bellissima salita che porta a coronare un piccolo grande sogno.


Era il 2008 quando con Roby ci avventurammo su queste guglie. Purtroppo, un’errata previsione meteo da parte di OHM, di cui ci fidammo, ci portò a dover abbandonare rocambolescamente la cresta e 3/5 nella bufera. Stavolta sono con Mauro (INGE) che coglie al volo la mia proposta. Come prima esperienza per la cordata sarà un super successo. Chi ben comincia…
Ma veniamo alla nostra salita. Ci portiamo al classico Col Flambeau domenica pomeriggio per piazzare la tenda. Come da previsione non saremo soli: sembra un accampamento con tanto di piazzole nella neve. E’ notte quando per primi lo lasciamo. Giunti nella Combe Maudit facciam un po’ fatica ad orientarci, ma, sulla memoria dell’anno passato, troviamo il percorso giusto. I canali di fronte (Kuffner) scaricano già e ciò non ci fa stare tranquilli, ma proseguiamo. Solo quando saremo in cresta comincerà il “delirio” anche sul nostro canale. L’alba è strepitosa e le rocce della CORNE du DIABLE ancora freddine mi ricordano pure quanto stretti sono qui i gradi e danno il benvenuto a Mauro. Ora, calzate le scarpette, è lui a proseguire con disinvoltura sulla CHAUBERT. Quanto avevo penato allora (ma avevo seguito una linea rivelatasi poi sbagliata – la fessura di sinistra e non la cresta)! Due doppie ed eccoci di fronte alla MEDIANE. I due tedeschi sono già lontani; siamo solo noi. Il diedro è favoloso con passaggi atletici, esposti… Il traverso poi richiede strani movimenti. Giunti alla fenêtre salire il blocco sommitale (che avevam evitato allora) regala della “ginnastica” in quota ;-) Doppia paurosa con pendolo al colle della CARMEN e via per i diedri di IV. Eh? Sì, ho letto bene, IV. Non ci siamo! Per di più con ghiaccio… Giunti alla sella tra le due vette, un’ultima crestina improteggibile di V (fonte Moran) conduce alla vetta. Nel mentre (sono circa le 14) il cielo si è coperto. Il Bianco e la Peuterey non si vedono più e le Jorasses sono nel temporale. Cosa succede? Ci risiamo! Le previsioni erano chiare circa l’ “assenza di precipitazioni”. I giustificati tentennamenti alla base dell’ISOLEE vengono fugati non appena si apre il cielo di nuovo: si va! Senza zaino si “vola”. Il passaggio chiave è duro, intenso, atletico, ma breve. E Mauro lo supera con maestria. Il seguito alla vetta…è il più bel tiro su granito mai fatto. Sarà la prossimità della meta? Fatto sta che si arrampica su quarzi con tanto vuoto sotto le chiappe da far rabbrividire…In cima, dove Mauro entra nel club con 30 salite, io ne “esco”….l’emozione è tanta e gli occhi sono umidi.
Due doppie e possiamo ripartire, ora con gli scarponi, ma come diceva il Winston Wolf di un famoso film (Pulp Fiction): “Beh, non è ancora il momento di cominciare a farci i p…. a vicenda”: la cresta è ancora lunga e il pericolo temporale non ancora scongiurato. Lo stesso leitmotiv va avanti anche scendendo dal ghiacciaio al Col du Midi e in seguito nella traversata del Glacier du Géant dove le condizioni sono al limite e ci cimenteremo in salti e passaggi molto delicati su ponti precari. Alla tenda giungeremo a notte fonda. Solo l’indomani smontato il campo con tutta calma avremo il tempo di realizzare il compiuto.
E ora sotto con un altro 4000 ;-*

Ecco le foto:

Ecco il nostro “campo base”

Al Col du Diable ci gustiamo l’alba…

Sfondo delle Jorasses

Vette e profili noti, ma sempre magici

Ma eccola: Chaubert, Carmen, Mediane e Tacul

Mauro segue sulla Corne du Diable: che vuoto…


Bianco, Maudit e Chaubert

Doppia e si riparte

Grande Mauro sulla Chaubert

L’alpinista con l’apertura di gambe più estesa mai vista ;-)

Profili

Dio se è lisssia

Bestia che placca

I due che ci precedono sulla Carmen

Mauro sulla Mediane

Roccia super


Io odio i traversiiiiiiii

WOW

Si continua sul duro…

Altra spaccata degna di un acrobata

Laggiù il nostro campo

Lame su lame

Voltandosi

In punta di piedi sul baratro

Dal blocco sommitale della Mediane

Sfondo sempre favoloso: spunta anche l’Isolée

Doppia da brivido tra la Mediane e la Carmen

E si prosegue sul “facile” IV ;-) della Carmen

Con dietro la Mediane (a sinistra) Mauro sembra pregare che il tempo migliori…

Sempre più su

Ed eccolo l’ultimo 4000: l’Isolée

Verso la Carmen: meteo no buono ;-(


L’ultima crestina (V, improteggibile) per la Carmen


Il tempo migliora: si attacca l’Isolée

Comoda sosta


Slanciata Carmen

E’ pieno di quarzi

Non è ancora arrivato il momento di…

Prospettiva differente

Ed ecco l’agognata meta: il Tacul

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22/08/2012 19:24 #1165 da Valerio Leoni
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Congratulazioni e complimenti per la grande e bella impresa

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22/08/2012 20:39 #1166 da Daniela Formica
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Bravo Franz, conclusione alla grande, complimenti !!

Anche per me quella é stata una cresta "diabolica"... fatta tre volte, due delle quali finì al pronto soccorso ... ma l'Isolée fu l'ottantesimo e quell'ultimo tiro su strepitoso granito fu un piacere che ricordo intensamente ancora adesso !

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22/08/2012 21:14 - 22/08/2012 21:18 #1167 da Giancarlo Bellotti
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Franz Rota Nodari ha scritto: Arete du DIABLE:

Altra spaccata degna di un acrobata


Lame su lame

In punta di piedi sul baratro


Complimenti!!!

Mi sembra di vedere che non avete attraversato sul versante nord (la cengia che ora si è anche pulita) della Chaubert, in cima alla crepa e prima della "seconda spaccata" per superare il diedro (dove c'è quel cordone bianco). Noi nella fettuccia che hai sotto i piedi abbiamo rinviato per attraversare 5/6 metri sulla cengia per poi riprendere in verticale sul V (come da relazione Iacopelli).

Qui si vede:


Last edit: 22/08/2012 21:18 by Giancarlo Bellotti.

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23/08/2012 09:18 #1168 da Aldo Tosetti
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Grandioso e ammirevole. Ti auguro altrettanto successo e soddisfazione per i prossimi futuri obiettivi. Ciao, Aldo Tosetti

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23/08/2012 09:20 - 23/08/2012 09:47 #1169 da Franz Rota Nodari
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Giancarlo Bellotti ha scritto: Mi sembra di vedere che non avete attraversato sul versante nord (la cengia che ora si è anche pulita) della Chaubert, in cima alla crepa e prima della "seconda spaccata" per superare il diedro (dove c'è quel cordone bianco). Noi nella fettuccia che hai sotto i piedi abbiamo rinviato per attraversare 5/6 metri sulla cengia per poi riprendere in verticale sul V (come da relazione Iacopelli).

Avevo tirato su a destra l'altra volta con Roby...infatti avevo le scarpette nella neve di quel terrazzino...ricordo bene :( Stavolta invece su dritti dallo spigolo e poi ancora a riprendere il traverso a sinistra.
PS: cmq non è la Chaubert, ma la Mediane :whistle:
Last edit: 23/08/2012 09:47 by Franz Rota Nodari.

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