Dent Blanche

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18/09/2007 17:37 #178 da Flavio Melindo
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Il socio Arnaldo Caroni ha salito recentemente la Dent Blanche e ci manda questa relazione che può essere di interesse anche per altri soci.

Ho salito la Dent Blanche per la cresta sud (via normale) il 16/09/07 insieme agli amici della Sucai Torino Chiara Curta, Marco Orecchia (socio club 4000), Claudio Fornaca e Marco Bongiovanni.
Abbiamo sfruttato l'ultimo week-end di apertura della cabane Rossier e approfittato del tempo perfetto e delle condizioni annunciate finalmente adeguate a una salita di un certo impegno (dopo un agosto instabile e con nevicate in quota anche importanti).
Inoltre, abbiamo anche goduto dello scarso affollamento dovuto al fatto che il rifugio ha accettato solo 24 prenotazioni per il sabato rispetto alla capienza massima di 55 persone.
20 le persone che hanno fatto la salita compresi noi, tra gli altri 15 c'erano 3-4 cordate con guida e un solitario.
La salita al rifugio è veramente lunga non solo per il dislivello (1700 metri) ma anche per lo spostamento e soprattutto, direi, perché metà del percorso si svolge su morene sassose e tratti di sfasciumi. In compenso la valle di Herens è veramente bella e ricca di grandi panorami glaciali dominati dalla imponente Blanche.
E veniamo alla salita propriamente detta.
Colazione alle 5 per tutti, partenza velocissima delle guide, noi alle 5,30 (orario posticipato dalla custode di un'ora per non avere troppo buio essendo metà settembre).
Si arrampica subito al buio su rocce facili ma non banali per 150 metri poi si tocca la neve ottimamente tracciata (no ramponi) e si arriva in cresta a 3700 m.
Da qui a 3900 m alternanza di neve e roccia via via più impegnativo (ramponi) e con alcune cornici sul versante est. Le condizioni sono comunque ottime neve gelata quasi assenza di ghiaccio rocce pulite.
Siamo arrivati così all'inizio annunciato delle vere difficoltà con il grande gendarme che ci domina dall'alto dei suoi 4098 metri e su cui vediamo impegnate le cordate con guida nella calda luce del primo sole.
Noi più modesti, senza alcun dubbio scegliamo l'aggiramento a sinistra per placche (asciutte) e poi canale ghiacciato ma non troppo che ci porta sulla selletta a monte a ritrovare il caldo del versante est.
Da qui l'itinerario evita a destra (est) il secondo gendarme su terreno facile ma infido (ex misto) torna in cresta e dopo alcuni risalti modesti affronta il secondo tratto impegnativo (altro gendarme) con aggiramento a sinistra (ovest). Il luogo è severo, freddo, però la roccia è pulita e il diedro di III
si lascia risalire senza difficoltà. Qui incontriamo la prima cordata che scende, niente male come orario! Siamo a 4200 e procediamo con calma e sicurezza senza particolari problemi.
Segue un ultimo risalto roccioso con sommità curiosamente calcarea e siamo alla parte nevosa finale.
Qui incontriamo il resto degli altri che scendono e iniziamo il percorso sommitale su creste di neve sempre più esili e con panorama che lascia veramente senza fiato con le creste est (Quattro Asini) e
ovest (Ferpecle) che convergono vertiginose dal basso con la nostra (sud).
Tempo di salita 4h30.
In discesa 5h30 con 2 doppie (una di 20 metri sul diedro di III, l'altra di 60 con ramponi nel canale del gran gendarme).
Nel complesso grande montagna e bella via in ottime condizioni con impegno generale da non sottovalutare soprattutto in discesa (anche sulle rocce che dominano il rifugio), si capisce bene come in condizioni non ottimali, per esempio verglas, possa diventare estremamente delicata.
Grande soddisfazione per tutti, a partire dalla giovanissima Chiara, e contatore 4000 che si arricchisce di una gemma importante.

Arnaldo Caroni

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