Gr.ORTLES: Cima VERTANA, 3545m: parete Nord (via Pinggera)

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03/11/2009 12:39 #575 da Franz Rota Nodari
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Saltate idee over4000, posto come di consueto anche salite a quota inferiore, ma in alta montagna, ben indicative delle condizioni.
Tuttavia le nuove preipitazioni (proprio da lunedì) hanno completamente stravolto la situazione. In ogni caso Ortles e Gran Zebrù sul versante Nord erano molto allettanti: condizioni direi non malvage.


Le condizioni paiono ancora una volta buone in quest'autunno di temperature altalenanti e non propriamente convenzionale. Come non approfittarne? Escluse le idee ad Ovest, per un presunto peggioramento della domenica, si opta per l'Est. Era un po' di anni che cullavo questa salita, e per la zona interessante e per la logistica molto buona.
Qui in un'immagine del buon Lupin, che ringrazio, del 2007 :

Dopo il solito trantran settimanale per creare la cordata, passiamo da 8 "pretendenti" a 3. Siamo io, Mattia e Michele, relativamente fresco di corso di alpinismo, ma che si dimostrerà valido componente della cordata. Saliamo comodamente all'invernale del Rifugio Serristori (invernale con 6 posti in branda, ma spazio per altri, saccomuniti), da Solda, dopo aver valicato lo Stelvio. Quando ormai è giunta la sera ci raggiunge Mara, liberatasi fortunatamente dai suoi impegni. Partenza come al solito in questo periodo non troppo presta. Di fronte alla parete nord della nostra cima, il seracco che ne occupa tutto il versante incute un certo rispetto ed anche timore. Superata agevolmente la crepaccia, studiamo la migliore linea di salita. Parte Mattia seguito da Michele. Il primo tiro è a circa 80 gradi (L1, 35m). Il ghiaccio è piuttosto buono e c'è anche della neve residua in placchette che aiuta la progressione. Giunto anche io alla sosta (comunitaria), prima di recuperare Mara, mi rendo conto che il tacco del mio rampone è sganciato: si è rotto un pezzo. Riesco tuttavia a sistemarlo con abbondante nastro adesivo, evitando l'altrimenti probabile ritirata. Il prossimo tiro (L2: 90°, 30m) è "gnecco" e non disdegnerò la seconda corda che Mattia mi lascia ;-). Si può ora proseguire su un tiro in traverso (circa 70°, L3, 55m), al quale segue un comodo tiro a 60 (L4, 60m))su ghiaccio buono e anche neve. Le difficoltà sono finite (40°) e si procede su neve da battere fino al colletto donde per cresta e blocchi accatastati all'anticima. Il panorama continua ad essere eccellente come la giornata. Dalla vetta la discesa sul versante opposto si rivela evidente, ben segnalata da ometti e piuttosto rapida. Tuttavia dopo una giornata piena anche questo ritorno si rivela non troppo comodo. Giunti a valle, la soddisfazione per la nuova avventura "portata a casa" è come sempre grande e permarrà nelle nostre menti per tutto il viaggio di rientro e fino alla prossima "scorribanda" alpina.

Pace e tranquillità in un mondo ovattato al Rifugio Serristori. Proprio sotto Angelo Grande e Vertana. Il nostro versante di salita è tuttavia nascosto.


Ecco lungo l'avvicinamento il seracco che occupa il versante Nord.


L'itinerario seguito.


Avvicinandosi la sua forma è sempre più accattivante.


Oltre la crepaccia terminale.


Sosta basale sul seracco.


Primo tiro. Vai Mattia.




Prima sosta.


Tocca a noi?


?Mara, vieniiiii!


Secondo tiro bel dur?




Oltre la seconda sosta


Traverso


L'ultimo?




Fine delle difficoltà, ma non della salita?


?ora la parte più faticosa!




E finalmente giungiamo anche al sole: il panorama spazia.


Ma c'è ancora da salire?


Dal Lago di Resia alla Pallabianca


Dalle roccette, l'uscita della Nord.


Lo slanciato Angelo Grande.


Verso la vetta




Panoramica verso Nord Est (Val Martello)


Scendendo. Sullo sfondo Presanella e Cevedale.


Voltandosi.


L'ultimo sole dietro la triade: Gran Zebrù, Zebrù e Ortles.

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