Nadelgrat dalla Bordierhütte

Ho compiuto la traversata del Nadelgrat ai primi di agosto con Giacomo L, un giovane e valente alpinista mio amico. E' stata una bellissima traversata con tempo splendido.

Abbiamo deciso di pernottare alla Bordierhutte, salire il canale del Durrenjock (una volta noto come Hohbergjock) e quindi salire velocemente sulla cresta del Durrenhorn.

Da qui poi abbiamo percorso tutta la cresta fino al Nadelhorn.

Scrivo alcune osservazioni, anche perché le relazioni soprattutto in italiano danno spazio a notevoli confusioni.

Innanzi tutto sulla nuova cartografia svizzera il Durrenhorn (4035m) si chiama Dirruhorn e l'Hohberghorn si chiama Hobarghorn (cfr Swisstopo Landskarte der Schweiz 284 Mischabel e 1328 Randa).

Il colle compreso tra queste due vette, da cui generalmente si accede dal Riederglatscher tramite un canale circa 45-50° si chiama Dirrujock (3916m) e non Honbergjock come viene riportato per esempio nella guida del Buscaini (Buscaini, Monte Rosa, CAI-TCI 1991) e in numerose altre relazioni.

Dalla Borderhutte si segue il sentiero che sale sulla morena, sentiero ben tracciato e con ometti dotati di catarifrangenti lungo il percorso fino ad arrivare ad una zona di torrenti a fianco di un ramo laterale del Riedergletscher. Si traversa con un ampio giro a sinistra (salendo) verso le pendici del Balfrin fino a prendere il ghiacciaio in una zona pianeggiante. Calzati i ramponi e legati in cordata si punta decisi verso un evidente pendio compreso tra un rognone roccioso e lo sperone sud-ovest del balfrin. Si sale un ripido pendio zizzagando per trovare il passaggio attraverso gli ampi crepacci fino a guadagnare l'ampia piana soprastante. Qui conviene puntare abbastanza decisi verso il Dirruhorn senza fare un ampio giro sul ghiacciaio (pochi crepacci ma paralleli alla direzione di marcia). Si vede il canale a sinistra del Dirruhorn e si punta direttamente. Il pendio si impenna, si passa la terminale e comincia la salita.

Il canale è percorribile in tutta la sua lunghezza solo all'inizio della stagione con molta neve. A metà, appena si vede il primo fittone metallico, passare sulle rocce a sinistra. I successivi 50 metri sono molto ripidi e molto franosi, forse il pezzo più pericoloso della salita. Si punta decisi verso l'alto: se si sta verso sinistra si vedono dei fittoni, se si sta più centrali cenge e canalini che portano verso un gendarme rossastro e ad un piccolo obelisco sdraiato sulla cresta. Attenzione che non conviene andare troppo verso destra (puntando direttamente alla cima del Dirruhorn): il terreno è infido e ci si complica solo la vita perdendo tempo. Raggiunta la cresta in meno di 30 minuti si raggiunge la cima con croce.

Ridiscesi al Dirrujock si sale la cresta del Hobarghorn, rimanendo in genere sul lato destro per cenge e canalini. Passato un gendarme al centro della cresta, si arriva alla cresta nevosa, affilata ma non difficile, fino alla base delle roccette. Sono circa 70 metri di roccette miste tenute assieme dalla neve. Si sta sul lato sinistro dapprima, poi arrivati ad un evidente torrione si può passare sia sulla destra (salendo) sia, come abbiamo fatto noi, per cenge, canalini e neve sul lato sx fino alla cresta. Una breve cresta mista porta al segnale di vetta (c'era una bandiera).

Si scende per la ripida ma facile cresta nevosa alla sella (ottimo punto di sosta) per poi risalire la cresta via via affilata fino alle prime roccette dello Stecknadelhorn. Si sale rimanendo sul lato dx (ovest e sud) più o meno vicini al filo di cresta. Con passaggi aerei ma appigliati si passa un gendarme (inutile abbassarsi per cenge sottostanti, si perde solo tempo) e poi si prosegue fino ad un evidente pendio nevoso. Qui giunti o si resta sulle roccette a destra oppure se la neve è buona si passa direttamente sullo scivolo nevoso e si sale per una trentina di metri fino alle boccette soprastanti. Aggiramenti, cenge, canalini fino ad un evidente canalino diagonale che porta in vetta (croce e libro di vetta).

Si scendono alcune roccette gradinate semplici, e si comincia la cresta di collegamento con il Nadelhorn, abbastanza aerea e ripida. Una volta aggirato l'evidente gendarme sulla cresta si può salire per un pendio nevoso ripido per prendere la cresta in modo diretto, oppure, come abbiamo fatto noi traversare per raccordarsi sulla normale.

Il traverso se ben tracciato è facile ma su terreno molto ripido. Lo sconsiglierei se poco tracciato o in presenza di ghiaccio. Si punta alla cresta e poi si sale la ripida cresta nevosa con roccette del Nadelhorn fino ad una specie di anticima rocciosa. Aggirata sul lato sx, si vincono le ultime roccette per giungere alla croce (4327m). La cima è molto angusta.

È possibile riposare subito sotto in un paio di intagli rocciosi.

Si scende per la normale fino al Windjock (3850m). Qui si può scavalcare l' Ulrichshorn (3925m) oppure scendere direttamente sul Riedergletscher. In questo caso puntare in diagonale verso sinistra. Il terreno diventa molto ripido nella parte centrale, noi siamo scesi disarrampicando con la piccozza per un centinaio di metri, poi il pendio si addolcisce.

Ultima nota sul ghiacciaio puntare verso il Balfrin ma non andare sotto la parte rocciosa. È ora molto tormentata. In questa zona il ghiacciaio diventa piuttosto ripido solcato da ampi crepacci. Ma sia a dx che a sx ci sono delle seraccate mentre al centro si trova un passaggio con qualche svolta per trovare la via di discesa più sicura.

La Nadelgrat può essere percorsa anche dalla Mischabelhutte. Sicuramente risulta più veloce in quanto in circa 3 ore (o meno) si arriva sulla vetta del Nadelhorn e poi si prosegue (circa 4 ore fino al Dirruhorn). L'avvicinamento è molto più corto e si è 500 metri più in alto.

Arrivati al Dirruhorn si torna al Dirrujock e si scende su passaggi attrezzati. L'ultima doppia porta sul canale nevoso (attenzione! Calzare quindi i ramponi quando si scende) e poi si scende per circa 100 metri .

Una altra variante è questa: raggiunto il Windjock puntare al canale o stando bassi sul ghiacciaio o alti tagliando sotto lo Steckhnadelhorn, per poi percorrere la cresta dal Durrenhonr an Nadelhorn. Ma sinceramente il ghiacciaio sotto l' Hobarghorn mi è sembrato molto tormentato e si perde il tempo guadagnato venendo dalla Mischabelhutte.

Alcune osservazioni: la via dal Galenjock (si chiama ancora così) è la traversata integrale ma richiede molto più tempo. Noi in 8 ore abbiamo percorso dalla Bordierhutte al Nadelhorn. Una cordata che avevamo visto via Galenjock scendeva dal Dirruhorn quando noi siamo arrivati sul Nadelhorn.

A sinistra del Dirruhorn (tra il Dirruhorn e il Chili Dirruhorn) c'è un altro canalino di neve, più ampio. Visto da lontano sembra più innevato, ampio e meno inclinato. Però non ho idea di come siano le roccette terminali. Ho letto che alcuni lo percorrono e forse potrebbe essere una valida alternativa al canalino tradizionale.

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