K2 - La montagna degli Italiani

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04/04/2013 11:33 - 04/04/2013 11:45 #1224 da Flavio Melindo
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La fiction "K2 - La montagna degli Italiani", presentata recentemente su RAI1, ha provocato molte polemiche nell'ambiente alpinistico. Pubblichiamo nel seguito un commento del nostro socio e scrittore di montagna Lodovico Marchisio, pubblicato in versione ridotta anche sul quotidiano "La Stampa". Altri commenti sono comparsi su vari altri siti, fra i quali " Segnavia 54 " e " montagna.tv ", dove è anche possibile vedere il film originale del 1955 "Italia K2".

Considerazioni dopo aver visionato la miniserie in due puntate andata in onda su RAI UNO, in prima serata, lunedì 18 marzo e martedì 19 marzo che ha raggiunto i quattro milioni e mezzo di teleutenti con punte di oltre il 16% di share. Proprio per questo motivo rimane l’amaro rimpianto che con gli ascolti registrati, si poteva dare ai telespettatori un prodotto molto più curato. Infatti il filmato "K2, la montagna degli italiani", prodotto da Rai Fiction e da Red Film-Terra Internationale Filmproduktionen, si salva solo sui risvolti umani molto romanzati e ben manipolati dal regista Robert Dornhelm, che riguardano nella “fiction” la vita affettiva degli alpinisti, col bambino nepalese portato in adozione da Ardito Desio a Riccardo Cassin per chiedergli scusa in qualche modo di averlo escluso dalla spedizione. Bello anche il gesto di Bonatti che preferisce farsi credere un "irresponsabile" da Lacedelli quando gli fa volare via la lettera, perché non scopra che la donna che ama lo sta lasciando, deconcentrandolo dall'impresa, peccato che però l’immagine di Bonatti per altri versi venga storpiata e risulti opposta a quella autentica. Il film è stato interamente girato sulle Alpi e precisamente sul ghiacciaio tirolese di Solden, a 3.500 metri, e a Innsbruck in soli due mesi tra l’altro non ideali a tali quote (febbraio e marzo dello scorso anno). Si nota oltretutto che nonostante i campi "alti" dovrebbero far cambiare prospettiva alla vetta, l’unica immagine usata del K2 (ingrandita o meno) ha sempre la stessa inquadratura, ricavata con poca cura da archivi rispolverati da occhi inesperti. L'errore più madornale riguarda una scena nella quale gli alpinisti salgono su un terreno che dovrebbe risultare vergine e invece si vedono tracce sulla neve più alte del primo in cordata (e non quando andavano e venivano dai vari campi, perché qui sarebbero giustificate). Ovviamente le tracce sono state lasciate dalle vere guide impiegate nel film, per dare supporto agli attori, senza avere l’accortezza di cancellarle, in quanto è stato dichiarato che gli attori sono stati trasportati con gli elicotteri su montagne vere, in situazioni quasi estreme, col dovuto limite del rischio controllato ovviamente. Quindi, chiunque sia salito su una montagna, ha avvertito immediatamente che questa “fiction” non ha purtroppo curato alcun dettaglio tecnico di una salita “reale”. Neppure c'è l'invocata rispondenza alle ricostruzioni del passato che finalmente, dopo cinquant'anni il Club Alpino Italiano aveva redatto; impresa che sino ai nostri giorni era stata viziata da gravi falsità storiche. Anche la notte all’addiaccio passata a 8000 metri da Bonatti con lo sherpa Mahdi, in quanto Compagnoni e Lacedelli avevano posto la tenda in un luogo più alto di quello concordato, che avrebbe dovuto dare effettivo risalto al fatto eclatante su cui è esplosa la diatriba durata più di 50 anni, perde mordente, perché il riparo d’emergenza allestito e mostrato nel filmato, sembra un terreno innevato ove si può giocare a fare i pupazzi di neve!
Sarebbe stato un buon prodotto, se fosse stato maggiormente curato nella sua parte tecnica, per il tentativo di ricostruire una vicenda che aveva fatto molto parlare di sé all’epoca e in seguito per i retroscena che si erano tentati di occultare per non svilire l’impresa degli italiani, visto quanto era costata questa spedizione, motivata dal fatto di rilanciare nel mondo l’immagine di un paese uscito a pezzi dalla guerra, quando l'Italia era ridotta (forse) peggio di oggi, anche se vi erano altre teste al comando allora per risollevare il nostro popolo dalla miseria del dopoguerra, come Alcide de Gasperi, presente nel film ben contro figurato da Paolo Graziosi.

Lodovico Marchisio
Last edit: 04/04/2013 11:45 by Flavio Melindo.

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05/04/2013 12:05 - 16/05/2013 04:48 #1225 da Marco Tatto
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